Ultime notizie Crisi Usa - IranDaniela SantanchèDonald TrumpGoverno Meloni
ATTUALITÀFemminicidiGiovaniInchiesteOmicidiPiemonte

Zoe Trinchero uccisa a Nizza Monferrato, confessa l’amico: «Le ho dato dei pugni, poi l’ho gettata nel canale». L’aggressione dopo il rifiuto

07 Febbraio 2026 - 18:32 Alba Romano
zoe trinchero
zoe trinchero
Dopo l'aggressione, Alex Manna sarebbe rientrato a casa a cambiarsi gli abiti sporchi del sangue della vittima, per poi tornare dagli amici e cercare di attribuire la responsabilità dell'accaduto a una persona con problemi psichiatrici

Alex Manna, 20 anni, è stato fermato dai carabinieri per l’omicidio di Zoe Trinchero. Il giovane è stato ascoltato a lungo dagli investigatori e, davanti a un pubblico ministero della procura di Alessandria, che coordina le indagini per competenza territoriale, ha confessato. Ora è stato portato in carcere. All’origine dell’omicidio ci sarebbe stato un rifiuto di Zoe Trinchero a un approccio di Manna. Secondo le prime ricostruzioni investigative, i due non avevano una relazione sentimentale e il giovane risulterebbe già legato a un’altra persona, circostanza che non gli avrebbe impedito di tentare un approccio anche con la ragazza. Di fronte al no, sarebbe scattata una reazione violenta culminata nell’aggressione mortale. La 17enne è stata trovata senza vita in un corso d’acqua a Nizza Monferrato, in provincia di Asti. A ritrovare il corpo, in un punto a poca distanza da un distributore di benzina, sono stati gli amici. Sul corpo della giovane percosse diffuse, lesioni nella zona del collo, tumefazioni al volto e ferite compatibili con un tentativo di difesa.

Chi è il ragazzo fermato

Il giovane che ha confessato l’omicidio sarebbe stato l’ultimo a vedere Zoe Trinchero prima della morte e, secondo quanto emerso finora, non avrebbe avuto con lei alcun legame sentimentale. I carabinieri avevano già trovato delle discrepanze nel suo racconto fatto in caserma, alla presenza del suo legale, dal pubblico ministero Giacomo Ferrando. Secondo le prime ricostruzioni investigative, la ragazza sarebbe stata colpita ripetutamente al volto con pugni e, nonostante i suoi tentativi di urlare e di difendersi, sarebbe stata poi strangolata, senza riuscire a sottrarsi alla violenza. Dopo l’aggressione, Manna si sarebbe allontanato dal luogo del delitto per rientrare a casa e cambiarsi gli abiti, sporchi del sangue della vittima, prima di tornare dagli amici e cercare di attribuire la responsabilità dell’accaduto a una persona con problemi psichiatrici residente in città, nel tentativo di sviare l’attenzione degli inquirenti.

«Le ho sferrato dei pugni, poi… »

Il giovane, che in passato aveva praticato boxe, avrebbe raccontato agli inquirenti di aver sferrato uno o due pugni alla giovane. La ragazza si sarebbe accasciata e lui preso dal panico l’avrebbe scaraventata nelle acque del fiume Belbo. Una versione che però non convince ancora gli inquirenti che, oltre alla versione fornita dal 20enne, stanno raccogliendo ulteriori elementi.

Le ultime ore di Zoe Trinchero

Secondo le prime informazioni il corpo di Trinchero presenterebbe segni di un trauma cranico e di uno strangolamento. La giovane aveva terminato il turno serale al Bar della Stazione di Nizza Monferrato, dove lavorava part time, ieri intorno alle 21 Stando alle prime informazioni, aveva trascorso la serata con il suo gruppo di amici nel centro della città. Quindi, per ragioni da chiarire, si era allontanata da sola.

La falsa voce e il giovane portato via perché rischiava il linciaggio

Poco dopo che si è saputo della morte della 17enne, un gruppo di residenti si è radunato sotto l’abitazione di un giovane. Il ragazzo, che sarebbe in cura per problemi di natura psichiatrica, è stato preso in consegna dai carabinieri per ragioni di sicurezza ma non risultano provvedimenti giudiziari a suo carico e risulterebbe estraneo alla vicenda. La procura di Alessandria ha aperto un fascicolo per omicidio.

La mamma: «Non doveva andare così»

«Non doveva andare così – dice Mariangela, la mamma della ragazza, in un’intervista a La Stampa -. La mia povera Zoe era una ragazza bravissima, lavorava, si dava da fare, tutti le volevano bene in città. Ieri sera – prosegue la donna – è uscita dal lavoro e si è incontrata con alcuni amici. Non so nulla, nessuno mi ha spiegato cos’è successo. So che gli amici l’hanno soccorsa. La aspettavo a casa, forse ha incontrato qualcuno», ha concluso.

ANSA/TINO ROMANO | I carabinieri sul luogo della tragedia

leggi anche