Ultime notizie Donald TrumpFestival di SanremoOlimpiadi 2026Roberto Vannacci
SCUOLA E UNIVERSITÀDecreti sicurezzaGenerazione ZGoverno MeloniScuolaSondaggi

Decreto sicurezza, il sondaggio tra la Gen Z: «8 studenti su 10 approvano le misure». Ma c’è chi protesta: «Punire e basta non serve a niente»

10 Febbraio 2026 - 11:11 Ugo Milano
scuole insegnante lavagna
scuole insegnante lavagna
A rivelarlo è un instant poll condotto da Skuola.net, che ha coinvolto oltre 1.000 ragazze e ragazzi della community. Non mancano, però, le voci fuori dal coro

La Gen Z si scopre grande sostenitrice dell'”ordine”. Il nuovo Decreto Sicurezza, varato dal governo Meloni, anche per contrastare la criminalità giovanile, ottiene un consenso netto tra i più giovani. A dirlo è un instant poll realizzato da Skuola.net su oltre mille ragazze e ragazzi della sua community, chiamati a esprimere un giudizio «a caldo» sul provvedimento. L’esito: l’84% dei partecipanti si dichiara d’accordo con la stretta. Solo una minoranza – pari al 16% – ritiene le misure eccessive o sbagliate.

A riprova di questo atteggiamento votato al rigore, basta dare uno sguardo ai commenti lasciati dagli stessi studenti sui canali social. La paura di essere vittime di aggressioni, a scuola o fuori, sembra così spingere i ragazzi a chiedere allo Stato l’adozione di una linea dura. Non a caso, tra le reazioni più frequenti spicca un «Era ora», ripetuto da moltissimi utenti.

Le voci fuori dal coro

Non mancano, però, le voci fuori dal coro. Tra i commenti critici raccolti da Skuola.net emerge soprattutto il timore che la scuola e le città si trasformino in contesti militarizzati, senza però risolvere le cause profonde del disagio. «Punire e basta non serve a niente se non ci insegnate a stare al mondo», scrive uno studente, sintetizzando il pensiero di chi avrebbe preferito investimenti in psicologi e prevenzione piuttosto che in metal detector e sanzioni.

Altri, invece, puntano il dito contro il rischio di una deriva autoritaria: «Così si crea solo paura, non rispetto. La violenza si combatte con la cultura, non con il carcere facile». Un monito che arriva forte e chiaro: per questa minoranza, la sicurezza imposta con la forza è destinata a durare poco se non accompagnata da un vero patto educativo.

leggi anche