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Negli Epstein Files c’è anche «un ex eurodeputato italiano», poi la smentita. Chi c’è tra i sei nomi finora oscurati dalla Casa Bianca

10 Febbraio 2026 - 21:11 Alba Romano
jeffrey epstein
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Nei documenti anche il sultano Ahmed bin Sulayem e un manager di Victoria's Secret

Il Congresso americano continua a squarciare il velo sugli uomini finiti nell’ultima tranche di documenti degli Epstein Files e il cui nome è stato oscurato. Dopo aver avuto accesso ai documenti non censurati, i deputati Ro Khanna (democratico) e Thomas Massie (repubblicano) hanno diffuso il nome di sei uomini che hanno intessuto relazioni con il finanziere pedofilo morto suicida in carcere nel 2019. Tra loro, ci sono Leslie Wexner, di Victoria’s Secret, e l’uomo d’affari degli Emirati, il sultano Ahmed bin Sulayem.

Per i media Usa c’è anche un ex eurodeputato Pd

Tra gli altri nomi c’è anche Nicola Caputo, che secondo alcuni media americani – tra cui The New Republic che per primo ha rivelato i sei nomi – sarebbe l’ex eurodeputato del Pd, in carica dal 2014 al 2019. Gli altri sono Salvatore Nuara, Zurab Mikeladze e Leonic Leonov, su cui si hanno ancora poche informazioni. «Se in due ore abbiamo scoperto sei uomini nascosti, immaginate quanti se ne nascondono in quei tre milioni di file. Perché stiamo proteggendo questi uomini ricchi e potenti?», chiede il democratico Khanna.

Nicola Caputo nega: «Non sono io»

Raggiunto telefonicamente dall’Ansa, è lo stesso Caputo a smentire la versione dei media americani: «Non c’entro niente con questa storia. Il Nicola Caputo che cercate non sono io che all’epoca dei file di Epstein, nel 2009, ero solo un consigliere regionale e non avevo contatti con gli Stati Uniti. Conto di chiamare al più presto l’ambasciata negli Usa per avere chiarimenti. Di certo non intendo accettare linciaggi mediatici». L’ex eurodeputato del Pd, in seguito assessore regionale in Campania e oggi – passato a Forza Italia – consigliere per l’export del ministro degli esteri Antonio Tajani, aggiunge: «Ho appreso la notizia dai social e ho già dovuto fermare un paio di haters sui miei profili. Poi hanno cominciato a chiamarmi tutti. Vorrei capire sulla scorta di quali informazioni sarei io il Nicola Caputo tirato in ballo. Non posso credere a quello che mi sta succedendo».

Le telecamere nascoste acquistate da Epstein

Nel frattempo, continuano a emergere nuovi dettagli dai documenti pubblicati dal dipartimento di Giustizia americano. Jeffrey Epstein, scrive il New York Times, chiese nel 2014 a uno dei suoi collaboratori di procurarsi telecamere da nascondere e installare probabilmente nella sua abitazione in Florida. Il collaboratore gli rispose che ne aveva già acquistate due e stava cercando di capirne il funzionamento. «È incredibile quanto siano piccole», aveva scritto il collaboratore a Epstein precisando che erano in grado di registrare per 64 ore. «Ora le sto installando nelle scatole di Kleenex. Più tardi le porto», aveva aggiunto.