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Rigopiano, tre condanne e cinque assoluzioni (tra cui l’ex sindaco) nell’appello bis: la sentenza dei giudici e la rabbia dei familiari

11 Febbraio 2026 - 21:46 Ugo Milano
rigopiano sentenza appello bis
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Due, inoltre, le prescrizioni: l'epilogo giudiziario per la tragedia del 2017. Tensione alla lettura della sentenza: «Si piange per la morte di un figlio non per un'assoluzione», ha urlato la madre di una delle vittime

Si chiude con tre condanne, cinque assoluzioni e due prescrizioni l’appello bis per la tragedia di Rigopiano, pronunciata oggi – mercoledì 11 febbraio – dalla Corte d’Appello di Perugia dopo quasi otto ore di camera di consiglio. Gli ex dirigenti regionali Carlo Visca, Pierluigi Caputi e Vincenzo Antenucci sono stati condannati a due anni per omicidio colposo plurimo, mentre l’ex sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, l’ex tecnico comunale Colangeli e i dirigenti regionali Giovani, Belmaggio e Primavera sono stati assolti. Le due prescrizioni, infine, riguardano gli ex dirigenti della provincia Di Blasio e D’Incecco.

«Sentenza storica, ma parziale»

Momenti di tensione alla lettura della sentenza, quando l’avvocata dell’ex sindaco di Farindola Lacchetta, Cristiana Valentini, è scoppiata in lacrime per il pronunciamento di assoluzione. «Si piange per la morte di un figlio non per un’assoluzione», ha gridato la madre di Stefano Feniello, una delle vittime. «Per la prima volta si riconosce l’inerzia e la responsabilità di una pubblica amministrazione per una tragedia. Sentenza per certi aspetti storica. Certo, si tratta di un riconoscimento parziale, ma dobbiamo attenerci alla volontà dei giudici», ha dichiarato il procuratore generale Paolo Barlucchi. Sulla stessa linea l’avvocato Massimiliano Gabrielli, che rappresenta alcune famiglie delle 29 vittime della tragedia. «Ci sono familiari che hanno fatto 100 mila chilometri per seguire le sentenze. Quella di oggi in parte ci soddisfa perché riconosce la responsabilità della Regione Abruzzo come sempre sostenuto da noi», ha affermato.

La tragedia di Rigopiano

La sentenza di oggi segna dunque un riconoscimento parziale delle responsabilità della pubblica amministrazione nella tragedia che, nel gennaio 2017, costò la vita a 29 persone travolte da una valanga all’hotel Rigopiano, un resort di montagna nel comune di Farindola, in provincia di Pescara. In primo grado l’accusa aveva chiesto condanne per nove imputati. 2 anni e 8 mesi per Lacchetta e Colangeli, 3 anni e 4 mesi per Di Blasio e D’Incecco e tre anni e dieci mesi per cinque dirigenti regionali (Giovani, Primavera, Caputi, Antenucci e Visca). Per Belmaggio, invece, era stata richiesta l’assoluzione.

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