Francesca Albanese si difende: «Contro di me hanno detto cose diffamatorie. La Francia ha aperto una faglia»

Quello che ha detto il ministro francese Jean-Noël Barrot «a nome della Francia è gravissimo, perché è un attacco senza precedenti sulla base di informazioni non veritiere contro un esperto tecnico delle Nazioni Unite che comunque ha un alto rango all’interno del sistema, chiedendone addirittura le dimissioni. E tutto ciò che è stato detto di me è falso, quindi è diffamatorio». Queste le parole della Relatrice speciale Onu per i Territori palestinesi, Francesca Albanese, ospite di Piazzapulita su La7. «Però sta succedendo che la Francia ha aperto una faglia, perché praticamente dentro questa faglia si sono inserite Germania e Italia». Oltre a Parigi, a chiedere le dimissioni di Albanese come relatrice Onu si è aggiunta in queste ore anche Berlino. Inifine il ministro degli esteri Antonio Tajani ha precisato che «le posizioni Albanese nel suo ruolo di relatrice speciale dell’Onu non rispecchiano quelle del governo italiano. I suoi comportamenti, le sue affermazioni e iniziative non sono adeguate all’incarico».
«Mi sento sostenuta dalle Nazioni Unite. Se cade l’Onu cade la garanzia della pace»
«Forse non ne ho» fatti di errori, ha aggiunto Albanese, rispondendo alla domanda del conduttore Corrado Formigli, che le aveva chiesto se avesse mai commesso uno sbaglio. «Mi sento sostenuta dalle Nazioni Unite perché sono gli stati che decidono», ha aggiunto la relatrice speciale. «Al di là di Francia, Germania e Italia continuo a ricevere apprezzamenti istituzionali» per gli «850 giorni spesi a documentare atti di genocidio», ha aggiunto. «Gli attacchi costanti all’Onu hanno indebolito l’organizzazione», ma «se cadono le Nazioni Unite cade l’istituzione a garanzia della pace», ha avvertito Albanese.
«Ingiusto strumentalizzare il vissuto di Liliana Segre»
«Dà fastidio a me che la senatrice Segre sia sempre presa a modello per negare un genocidio, perché credo che non sia giusto, non sia giusto strumentalizzare la vita, l’esperienza, il vissuto di una persona», ha precisato la relatrice speciale Onu per i territori palestinesi ospite di Piazzapulita. Albanese ha negato di aver mai detto, come le aveva invece fatto notare il conduttore Corrado Formigli, che «una vittima dell’Olocausto non può essere intitolata a parlare di un genocidio». «Infatti – ha replicato con forza Albanese a Formigli – io non ho detto questo».
Ti potrebbe interessare
La posizione dell’Onu nei confronti di Albanese
«Non siamo sempre d’accordo con tutto quel che dice Francesca Albanese, ma sta agli Stati Membri, se non sono d’accordo con lei, usare i meccanismo in piedi per dissentire», ha dichiarato il portavoce dell’Onu Stephane Dujarric rispondendo alle domande di giornalisti. Albanese è una «Special Rapporteur nominata dal Consiglio per i Diritti Umani. Ha il diritto di parlare e gli Stati hanno il diritto di appoggiarla o di criticarla. Se Stati Membri hanno problemi con lei è loro responsabilità agire nell’ambito del Consiglio dei Diritti Umani», ha precisato Dujarric. Le sue dimissioni sono state chieste nei giorni scorsi dalla Francia, che il 23 febbraio porterà la questione all’attenzione del Consiglio per i Diritti Umani a Ginevra.
