Gratteri contro tutti, la sua verità sul referendum: «Chi vota Sì è massone? Mai detto, ecco cosa penso veramente»

Nicola Gratteri non ci sta e respinge al mittente le accuse di aver criminalizzato milioni di elettori. Dopo giorni di infuocate polemiche politiche, nate da una clip della sua intervista al Corriere della Calabria, il magistrato ha approfittato di un convegno a Novellara per provare chiarire il senso delle sue dichiarazioni e denunciare quella che definisce una lettura in malafede del suo pensiero. Al centro della bufera c’era la frase secondo cui «per il No voteranno le persone per bene e per il Sì gli indagati e la massoneria deviata», un’affermazione che aveva spinto i vertici dello Stato e del governo a una dura reazione.
February 12, 2026
La spiegazione di Gratteri
La difesa del magistrato punta tutto sul contesto. Gratteri ha spiegato che la riflessione era inserita in un ragionamento più ampio sulla criminalità organizzata calabrese e sui centri di potere che la sua Procura ha combattuto per anni. Affermare che i mafiosi o i massoni deviati voteranno a favore della riforma, secondo il magistrato, non equivale affatto a sostenere che chiunque scelga il Sì appartenga a quelle categorie. «Ho fatto un’intervista ad ampio spettro e in quella parte di intervista stavamo parlando della Calabria, stavamo parlando della ‘ndrangheta, stavamo parlando della massoneria deviata, stavamo parlando di quello che è stato fatto nei sette anni della mia permanenza come procuratore di Catanzaro», premette Gratteri. «In quella parte ho detto che i mafiosi, la massoneria deviata, voteranno sì. Ma questo cosa vuol dire? Io non ho detto che chi vota sì è mafioso, è massone. È proprio elementare. Se io dico i mafiosi, i massoni deviati votano sì, io non sto dicendo che chi vota sì è il mafioso o il massone deviato», spiega. Ad attaccarlo, ritiene, «è stato chi non ha argomenti, chi non riesce a spiegare qual è il vero motivo per cui cui è stata creata questa riforma della Costituzione. Ora purtroppo per loro bisognerà andare a votare perché ci vuole il referendum».
Lo scontro politico
Le sue dichiarazioni sulla massoneria avevano acceso dure reazioni politiche. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, aveva parlato di «grave dichiarazione che offende milioni di cittadini», mentre il vicepremier Matteo Salvini aveva addirittura paventato l’ipotesi di una denuncia. Quanto alla politica, Gratteri tiene a prendere le distanze sia da chi strumentalizza le sue dichiarazioni, sia da chi cerca di inserirlo in uno schieramento politico. Pur opponendosi con forza alla riforma della giustizia promossa dal governo, il magistrato sottolinea di non voler essere etichettato. «Io ora sarei di sinistra perché ritengo giusto votare no? Ma che logica è questa?. Ma possibile che ancora non vi siete messi in testa che è possibile che ci siano persone viventi che hanno la schiena dritta e fanno le cose per convinzione, non per convenienza?», ha concluso.
