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Kaja Kallas e la bordata alla Russia: «Perché la sua economia è a pezzi». La risposta sulla «civiltà europea che rischia di sparire» e le critiche all’Ue

15 Febbraio 2026 - 10:21 Giovanni Ruggiero
Kaja Kallas
Kaja Kallas
L'Alto rappresentante Ue risponde anche al Segretario di stato Usa, che aveva criticato la scarsa libertà di stampa in Europa. L'attacco alla Russia e la convinzione che allargare l'Ue sia l'unico antidoto contro l'imperialismo russo

eKaja Kallas è tra le protagoniste della giornata conclusiva della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, insieme alla presidente della Bce Christine Lagarde. L’Alto rappresentante Ue ha dedicato buona parte del suo intervento alla Russia, invitando a una lettura lucida della situazione: «Non è una superpotenza. Dopo oltre un decennio di conflitti, inclusi quattro anni di guerra su vasta scala, la Russia ha avanzato di poco rispetto alle linee del 2014. Il costo? 1,2 milioni di vittime». Per Kallas, Mosca è oggi «distrutta, la sua economia è a pezzi, scollegata dai mercati energetici europei», e la vera minaccia è un’altra: «Ottenere più risultati al tavolo delle trattative di quanti ne abbia ottenuti sul campo di battaglia».

Kallas: «Non siamo davanti alla cancellazione della nostra civiltà»

L’Alto rappresentante ha respinto la narrativa di un’Europa in declino: «Contrariamente a quanto alcuni potrebbero dire, l’Europa woke e decadente non sta vivendo la cancellazione della sua civiltà. Anzi, le persone vogliono ancora unirsi al nostro club». Ha citato i sondaggi secondo cui i cittadini europei chiedono all’Unione «un ruolo più forte nel mondo» e ripreso le parole di Macron a Davos: «L’Europa a volte è troppo lenta e ha bisogno di essere riformata. Ma sappiamo assolutamente chi siamo e ciò per cui ci battiamo». Non è mancato un riferimento all’universo Marvel: «Gli eroi sono plasmati dai percorsi che scelgono, non dai poteri di cui sono dotati. Il percorso dell’Europa è chiaro: difendere l’Europa, garantire la sicurezza dei nostri vicini e costruire partnership in tutto il mondo».

Kallas replica a Rubio sulla libertà di stampa

Kallas ha commentato anche il discorso del segretario di Stato americano Marco Rubio, distinguendo tra messaggi rivolti all’Europa e messaggi destinati all’elettorato interno: «Credo che ci fossero messaggi per noi e messaggi per il pubblico americano, soprattutto per i suoi elettori». Sulle critiche alla libertà di stampa europea, la risposta è stata diretta: «Venendo da un Paese che è al secondo posto nell’Indice della Libertà di Stampa, sentire critiche alla libertà di stampa da un Paese che è al 58esimo posto in questa lista, è interessante». Ha comunque riconosciuto un terreno comune: «Il messaggio che abbiamo recepito è che America ed Europa sono interconnesse, lo sono state in passato e lo saranno in futuro. Credo che possiamo lavorare partendo da lì».

L’allargamento Ue come antidoto all’imperialismo russo

Sul fronte orientale, Kallas ha indicato l’allargamento dell’Unione Europea come priorità strategica e «antidoto all’imperialismo russo». A supporto della tesi, ha citato un dato economico: «Nel 1990 i russi erano due volte più ricchi dei polacchi. Oggi i polacchi sono circa il 70% più ricchi dei russi». I Paesi che dal 1990 si sono liberati dal dominio sovietico e hanno aderito all’Ue, ha aggiunto, «sono cresciuti a un ritmo più che doppio rispetto alla Russia».