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«La Corte Suprema ha sbagliato», John Barron chiama in diretta tv, ma la voce sembra quella di Trump (e lo pseudonimo pure) – Il video

22 Febbraio 2026 - 21:10 Alba Romano
Oltre alla critica sulla sentenza sui dazi, il misterioso "Mr. Barron" si è lanciato in un attacco frontale contro i leader del Partito Democratico: «Hakeem Jeffries è un idiota. E avete Chuck Schumer, che non sa nemmeno cucinare un cheeseburger»

Un colpo di scena degno di una commedia degli equivoci, o forse solo un caso di omonimia estremamente sospetto. Durante una diretta sull’emittente C-Span, dedicata al dibattito sulla recente decisione della Corte Suprema di bocciare i dazi presidenziali, una telefonata ha gelato lo studio. Dalla Virginia interviene un elettore repubblicano. Si presenta come John Barron. Il nome, per chi segue la biografia di Donald Trump, non è nuovo: si tratta dello pseudonimo storicamente utilizzato dal tycoon per parlare con i media sotto mentite spoglie. Ma è il contenuto, e soprattutto il tono, a far saltare sulla sedia gli spettatori.

«Una decisione terribile»

L’interlocutore non usa giri di parole per commentare il verdetto dei giudici supremi. La voce, seppur leggermente più acuta del normale, presenta cadenze e intercalari che ricalcano fedelmente lo stile dell’inquilino della Casa Bianca. «Sono John Barron. Guardate, questa è la decisione peggiore mai presa. È una decisione terribile». L’uso del «look» (guardate) per introdurre il pensiero e la struttura ritmica delle frasi hanno immediatamente alimentato il sospetto: Donald Trump ha davvero chiamato una tv nazionale camuffando la voce?

Gli attacchi ai Dem: «Schumer non sa cucinare un cheeseburger»

Oltre alla critica tecnica sulla sentenza, il misterioso “Mr. Barron” si è lanciato in un attacco frontale contro i leader del Partito Democratico, usando un linguaggio che sembra uscito direttamente da un comizio a Mar-a-Lago. «Hakeem Jeffries è un idiota. E avete Chuck Schumer, che non sa nemmeno cucinare un cheeseburger. Certo, queste persone sono felici. Certo che sono felici. Ma i veri americani non saranno felici».

Il precedente di John Barron

Non sarebbe la prima volta che Trump ricorre a questo stratagemma. Negli anni ’80, come documentato da diverse testate americane, il futuro presidente era solito chiamare le redazioni dei giornali di New York presentandosi come John Barron, un fantomatico portavoce di se stesso, per vantare i propri successi finanziari o sentimentali. Se si tratti di un emulatore particolarmente dotato o di un ritorno alle vecchie abitudini “fantozziane” del Presidente, resta un mistero che sta infiammando il dibattito politico americano.

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