Morto in casa a 5 mesi dopo un volo dalle scale, la procura e la versione della madre: «Affidate il fratello ai nonni»

«Mi sono sentita poco bene, ho avuto un malore e mi sono accasciata. Il bimbo mi è caduto. Quando ho ripreso conoscenza era sotto in fondo alla scala». Ha parlato così agli inquirenti la madre del bimbo di cinque mesi morto ieri a Torino dopo essere caduto dalle scale insieme alla madre. Sulla vicenda indaga la procura di Torino, che stanno cercando di determinare se la ricostruzione offerta dalla donna sia veritiera. A esprimere dubbi, rivela oggi La Stampa, è soprattutto la procura dei minori, che spinge per l’affidamento del fratellino ai nonni.
La morte del piccolo in ospedale
Il piccolo è morto all’ospedale Regina Margherita di Torino, dopo due giorni di ricovero in rianimazione. Il bimbo era arrivato in pronto soccorso nel pomeriggio di sabato 21 febbraio, già in arresto cardiaco e in coma. I medici avevano riscontrato un quadro clinico gravissimo: trauma cranico, addominale e toracico. Poco dopo il primo arresto cardiaco, ne era sopraggiunto un secondo.
La caduta dalle scale e la chiamata al 118
Il bambino è stato trovato in fondo alla scala interna della villetta di famiglia a Pessione di Chieri, a sud del capoluogo piemontese, che collega il piano delle camere a quello della zona giorno. La madre ha riferito agli investigatori di aver avuto un malore mentre teneva in braccio il figlio e di essere svenuta. È stata lei stessa a chiamare i soccorsi e avvertire che il piccolo non respirava. I sanitari della Croce rossa di Chieri l’hanno trovata in stato di shock.
I dubbi della procura dei minori sulla versione della madre
Domenica, la madre e il padre del bambino sono stati sentiti dagli inquirenti come persone informate sui fatti. La procura disporrà l’autopsia e ulteriori accertamenti tecnici per chiarire la dinamica e le cause del decesso. Sul caso è intervenuta anche la procura dei minori, che – scrive La Stampa – nutre dubbi sulla versione del fatto resa dalla madre. E per questo motivo, a scopo precauzionale, ha chiesto al tribunale dei minorenni che l’altro figlio della coppia, che ha quattro anni, venga temporaneamente affidato ai nonni.
Foto copertina: ANSA/Tino Romano | Il reparto di Terapia intensiva neonatale e pediatrica dell’ospedale Regina Margherita di Torino
