Attivisti proPal aggrediti dalla polizia in Tunisia, lo sconcerto della Global Sumud Flotilla: «Non capiamo cosa sia successo» – Il video

Un gruppo di attivisti filopalestinesi legati alla Global Sumud Flotilla ha denunciato di essere stato bloccato e attaccato dalla polizia all’ingresso del porto turistico di Sidi Bou Saïd, in Tunisia, dove mercoledì sera era prevista una cerimonia in omaggio agli addetti e ai quadri dei porti locali che la scorsa estate sostennero le operazioni della Flotilla salpata verso Gaza. A dar conto con alcuni video di quanto avvenuto al porto è stato tra gli altri Thiago Ávila, membro del comitato direttivo della Global Sumud Flotilla e volto noto del movimento. «Non capiamo davvero cosa sia successo, dato che il popolo tunisino e lo stesso governo sostengono apertamente la Palestina. Ora vogliamo avere risposte, e siamo certi che le vogliano pure i tunisini», dice l’attivista sui social rilanciando le immagini concitate degli attivisti proPal bloccati con le maniere forti dalla polizia nella zona del porto.
Cos’è successo a Sidi Bou Saïd
Secondo gli organizzatori, il governatore di Tunisi aveva dato inizialmente il via libera alla cerimonia al porto, tra le attività collaterali della riunione della “commissione mondiale della Global Sumud Flotilla” in corso dal 3 al 6 marzo. All’ultimo minuto avrebbe però cambiato idea vietando la manifestazione, compreso l’uso di altoparlanti. La rete tunisina legata al movimento afferma di avere allora trasformato l’appuntamento in una semplice visita ordinaria al porto, ma di essersi trovata davanti a un forte dispositivo di sicurezza, con accerchiamento dell’area e comunicazione verbale della chiusura dello scalo.
L’aggressione della polizia e l’iniziativa per una nuova Flotilla
L’attivista Jawaher Chennah ha dichiarato alla testata Arabi21 che il gruppo aveva concordato l’iniziativa con la direzione del porto e che il divieto è arrivato senza spiegazioni. La stessa fonte riferisce che, dopo il primo stop, gli attivisti hanno tentato comunque una visita sul posto e denunciano di essere stati respinti con la forza. Chennah ha parlato di aggressioni e percosse, ma ha precisato che non vi sarebbero stati arresti né sequestri di telefoni. In un altro resoconto rilanciato da Kapitalis, Wael Nawar definisce quanto accaduto «uno scandalo», sostiene che sarebbero stati colpiti tunisini, palestinesi e alcuni ospiti stranieri presenti, e collega l’episodio a un possibile irrigidimento nel trattamento delle mobilitazioni di sostegno alla Palestina. Lo stesso Nawar annuncia che il movimento intende comunque mantenere e anzi rilanciare a questo punto l’appuntamento pubblico previsto per giovedì sera, alle 21, al Cinema Le Rio di Tunisi, «nel quadro dei preparativi per il lancio della prossima Global Sumud Flotilla».
