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Lucca, amante condannata a rendere i soldi ricevuti dal compagno

09 Marzo 2026 - 12:02 Ugo Milano
sentenza
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A fare ricorso uno dei figli dell'87enne morto in Garfagnana. Sei assegni da 10mila l'uno incassati dalla compagna di lui dovranno esser restituiti

Sapevano che il padre aveva una donna, dopo anni di separazione di fatto dalla moglie. Ma al momento della sua morte hanno scoperto che di tutto quello che aveva l’uomo, tra soldi e immobili, era rimasta ben poca cosa. Così hanno chiesto di fare chiarezza sull’amante del padre, scoprendo poi che l’uomo avrebbe dilapidato quasi tutto il suo patrimonio per lei. La donna, trascinata in Tribunale per ottenere, secondo la stima degli eredi, almeno 180mila euro, è stata condannata a restituire a uno dei fratelli, quello che le aveva fatto causa, 60mila euro.

Sei assegni da 10mila euro l’uno

Sul caso, riporta Il Tirreno che ricostruisce la vicenda, si è espresso il giudice del Tribunale di Lucca, Antonio Mondini. Nell’annullare la donazione ha disposto a carico della donna anche il pagamento delle spese legali per 14mila euro. Il ricorso alla giustizia dell’erede, seguito dai legali Alessandro Fagni e Lorenzo Baronti, è stato accolto in parte. Ovvero su sei assegni da 10mila l’uno incassati dalla compagna dell’uomo morto a 87 anni in Garfagnana.

La donazione fatta male

Perché il figlio ha ottenuto parte di quella che doveva esser una sua eredità? Perché l’uomo era libero di fare donazioni a chi desiderava ma questo passaggio non è stato fatto con una procedura formale prevista dall’articolo 782 del codice civile. Avrebbe dovuto presentarsi da un notaio e ufficializzare le sue volontà davanti a due testimoni. Invece l’uomo aveva risolto il tutto con solo sei assegni datati 22 aprile 2007. Nel corso di questo procedimento, riporta il quotidiano, è venuta a mancare anche la moglie dell’87enne da cui, anche se separato di fatto, non aveva mai divorziato.

«Ho riscosso gli assegni. Non ho riversato gli importi sul mio conto ma ho invece speso le somme riscosse»

Infine sui 120mila euro che l’anziano avrebbe dato all’amante in tutti questi anni il Tribunale ha stabilito che non era possibile il loro recupero. Perché era un erogazione precedente al 2007 e non ci sono riscontri contabili. L’amante ha ammesso, inoltre, di aver ricevuto le donazioni ma solo quelle tracciate. «Mi ha regalato delle somme. È vero – ha dichiarato al giudice -. Ho riscosso gli assegni. Non ho riversato gli importi sul mio conto ma ho invece speso le somme riscosse».

(Foto di Wesley Tingey su Unsplash)

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