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Ottolenghi (Ucei): «In Italia noi come ebrei non viviamo bene. Siamo scortati fin dall’asilo»

09 Marzo 2026 - 16:31 Alba Romano
livia ottolenghi
livia ottolenghi
Le parole della nuova presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane Livia Ottolenghi: «In Italia noi come ebrei non viviamo bene. O meglio, viviamo bene grazie alle forze dell'ordine»

«In Italia noi come ebrei non viviamo bene. O meglio, viviamo bene grazie alle forze dell’ordine. Le scuole sono piantonate con grate alle finestre, gli studenti se devono uscire devono farlo scortati e così dall’asilo alle università hanno grossi problemi anche nella propria manifestazione dell’ebraismo. Per non parlare dei rappresentanti» delle comunità, «che devono andare in giro scortati. Non é una situazione tranquilla». Queste le parole della nuova presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane Livia Ottolenghi in una conferenza stampa a Roma. 

«Il Ddl antisemitismo? Soddisfatti dell’approvazione. I voti contrari fanno male»

«Il Ddl antisemitismo? È una legge importante. Siamo molto soddisfatti dell’approvazione della legge che risponde a un’esigenza vera. Ci sono dati preoccupanti con un aumento materiale degli antisemitismo. In Europa e in Italia la situazione è molto preoccupante. Non ci dobbiamo nascondere. La politica ha risposto a un’esigenza oggettiva», ha dichiarato Ottolenghi, incontrando la stampa alla Biblioteca Nazionale dell’Ebraismo Italiano ‘Tullia Zevi’ a Roma. «Avremmo auspicato in una maggiore convergenza. Vedere voti contrari e astensioni ha fatto un po’ male». Per quanto riguarda la definizione di IHRA «si è guardato meno al dato essenziale», ha aggiunto come riferimento al contesto in cui vivono le comunità ebraiche.

«Continuo nello spirito di Di Segni»

«C’è uno spirito di continuità importante con Noemi Di Segni che ha fatto un lavoro importante. Ho lavorato con lei e c’è un filo che ci unisce, tenteremo di capire quali sono le aree da migliorare. Posso dire che ascolterò moltissimo le proposte degli assessori. Siamo pronti a essere flessibili e dinamici», ha dichiarato la neo presidente. «Quello che tenteremo di fare con la nuova giunta è capire le aree su cui è necessario lavorare e lì tenteremo di intervenire – ha aggiunto Ottolenghi – Innoveremo ma senza alcuna cesura col passato». E infine: «Punterei su 3 elementi nella mia presidenza: la condivisione con i colleghi della giunta e l’ascolto delle comunità. La valorizzazione di tutte le comunità ebraiche italiane per rafforzare la vita e l’identità ebraica in Italia e farla conoscere. Il terzo punto è appunto una promozione finalizzata a una crescita culturale sia a livello istituzionale ma anche facendo conoscere e stimolando la conoscenza di quello che è l’apporto degli ebrei italiani al nostro Paese».

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