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Il caso del latitante dei tetti nascosto sotto un letto: l’ultima fuga impossibile del 27enne e l’arresto

10 Marzo 2026 - 11:29 Giulia Norvegno
Carabinieri di spalle
Carabinieri di spalle
Il ragazzo era finito in comunità a Salemi, nel Palermitano, dove era in custodia cautelare per rapina aggravata e resistenza a pubblico ufficiale. Al curriculum criminale si è aggiunta anche l'evasione e la latitanza, finita dopo mesi di fughe sui tetti delle case

Dovrà dire addio ai tetti, almeno per un po’, un 27enne palermitano ormai noto ai carabinieri della stazione di Carini come il «latitante dei tetti». Il ragazzo era scappato da una comunità di Salemi, dove era in custodia cautelare per reati come rapina aggravata, resistenza a pubblico ufficiale e poi evasione. Il 27enne da alcuni mesi si era volatilizzato. Finché i carabinieri non l’hanno ritrovato dentro un appartamento disabitato, dopo averlo seguito a lungo tra fughe sui tetti e infine il nascondiglio sotto un letto.

L’ultima fuga impossibile dal tetto al letto

L’operazione che ha portato all’arresto non poteva ignorare i precedenti del ragazzo, che era guadagnato l’appellativo di «latitante dei tetti» per un motivo ben preciso. In passato era riuscito a scappare muovendosi sui tetti degli edifici vicini. Questa volta i Carabinieri hanno circondato l’intero stabile, compresi i tetti praticabili adiacenti, chiudendo ogni possibile via d’uscita. Senza più la possibilità di sgattaiolare verso l’alto, l’uomo ha provato a nascondersi sotto un letto, ma è stato individuato e bloccato in pochi istanti dopo l’irruzione. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato trasferito al carcere Lorusso-Pagliarelli di Palermo.