La vetreria che licenzia 7 dipendenti con un messaggio su Whatsapp

Sette dipendenti della vetreria Maccarinelli di Travagliato nel bresciano sono stati licenziati con un messaggio su Whatsapp. È successo l’11 marzo scorso e ne parla oggi La Stampa. Il sindacato ha tentato di contattare la titolare. Ma nessuno ha risposto. «Se l’azienda ha cessato l’attività, il licenziamento per giustificato motivo oggettivo è legittimo», dice al quotidiano l’avvocato Pietro Russo. L’azienda prima ha mandato un messaggio con la fotografia della lettera, poi la mail e infine la raccomandata.
I licenziati
«Ti alzi con la famiglia, con i figli da preparare per la giornata, e scopri che da quel momento lo stipendio non c’è più», racconta uno dei licenziati, 43 anni e con un figlio piccolo: «Ho iniziato nel ’99 e ho sempre fatto questo mestiere: vetrate isolanti per l’edilizia». Quella mattina, ricorda, la prima comunicazione del licenziamento arriva sul telefono. «Abbiamo ricevuto la foto della lettera su WhatsApp. Dopo una decina di minuti è arrivata una mail e il giorno dopo la raccomandata». L’azienda chiuderà: «Se non c’è lavoro può succedere. Ma non da un giorno all’altro». Anche perché, aggiunge, «lo stipendio di febbraio non è ancora arrivato. Io ho il mutuo e la retta dell’asilo per mio figlio».
L’attività
L’azienda minaccia querele. Secondo Andrea Cassano della Uiltec di Brescia, fino a pochi giorni prima non c’erano segnali di chiusura: «È un’azienda storica del territorio con cui abbiamo sempre avuto rapporti normali. I dipendenti avevano lavorato fino al giorno prima, facendo anche straordinari». «Dovranno essere riconosciute tutte le spettanze: lo stipendio arretrato, l’indennità sostitutiva del preavviso e le altre voci previste», aggiunge l’avvocato. E tra i dipendenti c’è chi ha già mandato curriculum e fatto colloqui: «Adesso l’importante è tornare a lavorare e portare a casa uno stipendio».
