Stretto di Hormuz, l’Italia firma la nota congiunta con 19 paesi: l’impegno sulla protezione delle navi solo con l’Onu

L’Italia è tra i 20 paesi che hanno firmato una dichiarazione congiunta diffusa dal Bahrein sulla crisi nello Stretto di Hormuz. Il documento porta la firma anche di Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi, Giappone, Canada, Corea del Sud, Nuova Zelanda e diversi altri Stati europei tra cui Danimarca, Norvegia, Svezia e Finlandia. I firmatari condannano «nei termini più decisi» i recenti attacchi iraniani contro navi commerciali disarmate nel Golfo, gli attacchi contro infrastrutture civili, inclusi impianti petroliferi e del gas, e la chiusura di fatto dello Stretto da parte delle forze di Teheran. La nota esprime «profonda preoccupazione per l’escalation del conflitto» e chiede all’Iran di cessare immediatamente «le minacce, la posa di mine, gli attacchi con droni e missili e ogni altro tentativo di bloccare lo Stretto al traffico commerciale», nel rispetto della risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.
La condanna per la violazione della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz
I venti paesi ribadiscono che la libertà di navigazione è «un principio fondamentale del diritto internazionale» e che l’interferenza con il traffico marittimo e l’interruzione delle catene di approvvigionamento energetico globale rappresentano «una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale». Gli effetti delle azioni iraniane, si legge nella nota, «saranno avvertiti dalle persone in ogni parte del mondo, in particolare dalle più vulnerabili». Per questo i firmatari chiedono una moratoria immediata e complessiva sugli attacchi alle infrastrutture civili, comprese quelle energetiche.
L’impegno dei firmatari sulla sicurezza di Hormuz
Sul piano operativo, i venti paesi dichiarano la propria disponibilità a «contribuire agli sforzi necessari per garantire un passaggio sicuro attraverso lo Stretto» e accolgono positivamente la decisione dell’Agenzia Internazionale dell’Energia di autorizzare un rilascio coordinato delle riserve strategiche di petrolio. Tra gli impegni anche la stabilizzazione dei mercati energetici, il lavoro con alcuni paesi produttori per aumentare la produzione e il sostegno alle nazioni più colpite attraverso le Nazioni Unite e le istituzioni finanziarie internazionali.
