Andrea Delmastro e l’indagine sui Caroccia per il ristorante Bisteccheria d’Italia

Mauro e Miriam Caroccia sono indagati per intestazione fittizia di beni e riciclaggio in relazione al ristorante Bisteccheria d’Italia di cui era socio il deputato di Fratelli d’Italia e sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove insieme ad altri esponenti biellesi del partito. Mentre le tante foto ritrovate in questi giorni sui social media testimoniano che Delmastro ha mentito quando ha cercato di sostenere di conoscere solo Miriam («si scopre che è la figlia di…»). E c’è anche un giallo sulle quote. Perché gli atti si limitano a riportare che «il prezzo per la compravendita delle singole partecipazioni è già stato corrisposto dalla signora Caroccia a mezzo pagamento in contanti». Senza certificazione dell’avvenuto pagamento.
L’indagine su Mauro e Miriam Caroccia per Bisteccheria d’Italia
A parlare dell’inchiesta della procura di Roma oggi sono Repubblica, Stampa e Il Fatto. Che prende spunto da quella che ha portato in galera Michele Senese e lo stesso Caroccia, condannato a 4 anni per riciclaggio con l’aggravante mafiosa. E che all’epoca aveva coinvolto Claudio Cirinnà, fratello dell’ex senatrice Monica Cirinnà. Negli atti si descriveva il metodo utilizzato dal clan di Senese per investire le sue disponibilità finanziarie «in attività economiche gestite da imprenditori ben conosciuti: Papa, Vestiti, Sorrentino, Caroccia, Mastrosanto». I ristoranti di proprietà di Caroccia vengono elencati dai magistrati: “Baffo”, “Baffo 2 Fish” e “Baffo 2018”. Ma agli atti ci sono anche le telefonate con Senese, i soldi alle radio romane e soprattutto i contatti con Fabrizio Piscitelli in arte Diabolik.
La S.S. Lazio
Il fondatore degli Irriducibili ucciso il 7 agosto del 2019 al Parco degli Acquedotti infatti gestiva un traffico di droga che andava in contrasto con gli interessi dei Senese. Prima di essere ammazzato aveva telefonato a Daniele Caroccia proprio per minacciarlo in relazione alle sue frequentazioni. Ma d’altro canto la tifoseria biancoceleste compare di tanto in tanto in questa storia. Forse perché dal calcio ha avuto origine la conoscenza tra Delmastro e Caroccia (il deputato piemontese è a sua volta tifoso laziale e fa parte del club biancoceleste di Montecitorio). Daniele Caroccia ha detto al Fatto che «Chi è mio fratello lo sanno anche le pietre». Ma Delmastro non sapeva che la Bisteccheria era nata dai locali sequestrati per mafia.
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In carcere
Intanto Caroccia è nel carcere di Viterbo dal 19 febbraio. Mentre piazzale Clodio ha acceso un faro anche sui fondi con cui la famiglia ha aperto la “5 Forchette”, società che ha la proprietà dei ristoranti di Roma. Perché se il capitale versato al momento della nascita della società è di 2.500 euro, un quarto dei diecimila di capitale sociale, nell’atto si riporta che «il prezzo per la compravendita delle singole partecipazioni è già stato corrisposto dalla signora Caroccia a mezzo pagamento in contanti». Senza certificazioni del pagamento.
