Black Cube: l’agenzia di intelligence israeliana accusata di manipolare le elezioni in Slovenia

Black Cube è un‘agenzia di intelligence privata fondata da ex ufficiali dei servizi segreti israeliani. Il suo staff è composto da unità segrete del Mossad e da veterani dei corpi di élite. È nata nel 2010 per fornire attività di intelligence e reperimento prove anche attraverso agenti sotto copertura. Domani, 22 marzo, si vota in Slovenia. E il premier uscente Robert Golob ha denunciato una serie di interferenze elettorali nelle urne che si apriranno tra 24 ore. Puntando il dito su Janez Janša, leader conservatore del Partito Democratico Sloveno (SDS). Janša e Black Cube sarebbero impegnati in una campagna diffamatoria contro il partito di Golob.
Black Cube e le elezioni in Slovenia
«La democrazia non può essere governata dall’ombra. Non si tratta delle origini dell’interferenza, si tratta dell’impatto che un’ingerenza straniera può avere sulla democrazia. E quell’ingerenza straniera mina davvero il tessuto della democrazia europea», ha detto un paio di giorni fa Golob entrando alla riunione del Consiglio europeo. «È importante agire ora, non a nome della Slovenia, ma per proteggere ogni altro Stato che affronterà il processo elettorale nei prossimi mesi. E il modello che osserviamo è davvero preoccupante perché le cosiddette agenzie private stanno diventando sempre più audaci», ha aggiunto. Secondo il premier «hanno iniziato ad attaccare un partito di governo in carica prima delle elezioni o all’interno del processo elettorale, al fine di esercitare un’enorme influenza sul modo in cui gli elettori decideranno il giorno delle elezioni».
L’indagine
L’indagine aperta dal governo sloveno segue la diffusione a inizio marzo di registrazioni segrete in cui un ex ministro della giustizia, un noto avvocato e un lobbista si vantavano presumibilmente di legami politici, traffico d’influenze e finanziamenti occulti. Le urne nel paese saranno aperte da questa domenica e, nell’annunciare l’avvio delle indagini, la ministra degli Esteri Tanja Fajon ha definito il presunto ruolo di Black Cube, già nota per aver assunto ex agenti del Mossad, come «un attacco alla democrazia». Secondo il premier la Slovenia «è stata fortunata, mettiamola così, a essere in grado di individuarli prima che potessero avere un impatto enorme». Anche per i precedenti in altri paesi come gli Stati Uniti, la Romania e l’Ungheria negli anni passati.
L’inchiesta degli attivisti
L’agenzia di stampa Reuters fa sapere che un gruppo di giornalisti e attivisti dell’Istituto 8 Marzo, un’organizzazione non governativa, sostiene che rappresentanti di Black Cube, tra cui il CEO Dan Zorella e il consigliere Giora Eiland, ex capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale israeliano, abbiano incontrato il populista conservatore Janez Jansa il 22 dicembre a Lubiana, stando ai registri di volo e ad altre informazioni di intelligence. L’Agenzia slovena per l’intelligence e la sicurezza ha confermato lunedì scorso l’arrivo dei rappresentanti di Black Cube a dicembre, ma non ha potuto confermare l’incontro con Jansa.
La Slovenia e il Medio Oriente
Il partito di Janza è filo-israeliano. E dovesse vincere le elezioni di domenica, cambierebbe probabilmente la politica slovena nei confronti del Medio Oriente, dato che il Movimento per la Libertà è stato un sostenitore dei palestinesi. Sotto la sua guida, la Slovenia ha riconosciuto lo Stato palestinese indipendente e lo scorso anno ha introdotto il divieto di importazione di merci prodotte nei territori palestinesi occupati da Israele. Jansa ha replicato che Golob stava cercando di insabbiare la corruzione all’interno del suo stesso partito.
Le elezioni
Secondo le rilevazioni alle urne andrà un cittadino su due: una percentuale alta ma in calo rispetto al 60% del 2022. I partiti in corsa sono 15: per entrare almeno uno dei 90 seggi in parlamento che si distribuiscono con il sistema proporzionale e le preferenze dovranno superare la soglia del 4%. Ci sono due seggi specifici per le comunità nazionali autoctone italiana e ungherese, assegnati con votazioni locali. A superare lo sbarramento dovrebbero essere 6 o 7 partiti.
I sondaggi
L’ultimo sondaggio, svolto dall’agenzia Mediana per Pop Tv, Rtv Slovenia e il quotidiano Delo, mostra un leggero vantaggio di Movimento Libertà (Gs), il partito liberal-democratico ed europeista del premier. Che sembrerebbe aver recuperato lo svantaggio iniziale sul conservatore e nazionalista Partito Democratico Sloveno (Sds). I due partiti otterrebbero rispettivamente il 18,9% e il 18,5% dei voti. Secondo questa rilevazione, sarebbero ancora cinque le formazioni politiche in grado di superare la soglia di sbarramento del 4%: la lista comune di ispirazione cristiano-conservatrice composta da Nuova Slovenia, Popolari e Fokus (6%), i Socialdemocratici e i Democratici di Anže Logar, entrambi con 5,8 punti percentuali, la lista comune di Levica/Sinistra e Vesna, 5,5%, e infine il partito Resnica/Verità, al 4,2%.
