Chiama un esorcista perché «il diavolo mi ha bloccato la carta». L’anziana e la sua eredità salvata da un’amica: arrestato il nipote

Per mesi una donna di 86 anni, cardiopatica e vedova, ha vissuto nel terrore convinta che la sua casa di Rho, nel Milanese, fosse infestata dal maligno. Oggetti che sparivano e ricomparivano, vestiti che prendevano fuoco senza motivo, croci nere che spuntavano sui muri e perfino sulla tomba del marito al cimitero. Dietro quei presunti fenomeni paranormali, però, non c’era nessun demonio: c’era il nipote 51enne, G.A., che secondo gli inquirenti orchestrava tutto per spingere la zia ad abbandonare l’abitazione o, peggio, provocarle un malore fatale e mettere le mani sull’eredità. Come racconta il Corriere della Sera, l’uomo era quasi sempre presente durante gli episodi e alimentava la paura della donna, arrivando a convincerla a dormire sul divano vicino all’ingresso per poter fuggire in caso di incendio.
Incendi, medicine sparite e bancomat bloccato: i raggiri del nipote
La situazione era degenerata al punto che l’anziana si era rivolta a un esorcista, ma gli episodi non facevano che moltiplicarsi. Mentre andava alle sedute, sempre accompagnata dal nipote, la giacca le si era incendiata all’improvviso per strada. Intanto le medicine per il cuore scomparivano misteriosamente: «Le ha portate via il diavolo», aveva spiegato a un’amica. La donna aveva anche scoperto di non poter più usare il bancomat, bloccato secondo lei dal maligno, ed era stata costretta a chiedere aiuto proprio al nipote, che invece riusciva a utilizzarlo senza problemi. «Ho dovuto prendere le gocce… il cuore stanotte, non ti dico le bizze che ha fatto… va a finire che vado al pronto soccorso», aveva confidato alla vicina.
L’amica insospettita fa scattare le indagini sulla truffa
A far partire tutto è stata proprio un’amica della vittima. La donna aveva ricevuto una serie di messaggi ostili, apparentemente inviati dall’86enne, che la invitavano a troncare ogni rapporto. Ma quando le due si sono incontrate di persona, l’anziana è rimasta incredula e ha giurato di non averli mai scritti, attribuendo anche quelli al diavolo. A quel punto l’amica ha capito che qualcosa non tornava e ha fatto partire l’allarme.
Microspie e telecamere per incastrare il nipote
La polizia locale e i Carabinieri di Rho, coordinati dal pm Marco Cirigliano e dall’aggiunta Letizia Mannella della Procura di Milano, hanno piazzato microspie e telecamere nell’appartamento. I filmati hanno ripreso il 51enne mentre, appena la zia usciva dalla stanza, prendeva un pennarello nero e tracciava croci e la scritta «casa mia» sulle pareti. «Sono andata al cimitero per far visita a mio marito e ho trovato sulla lapide tre piccole croci fatte con del nastro isolante nero», ha raccontato la donna agli inquirenti. L’uomo, con precedenti per reati legati alla droga, è stato messo agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per atti persecutori, avendo causato alla zia «un perdurante e grave stato di ansia e di paura».
Foto di Michal Jarmoluk da Pixabay
