«Chiara Poggi ha lottato a lungo con l’assassino», la perizia che può riscrivere il delitto di Garlasco: l’arma, i tempi diversi e il Dna sotto le unghie

Chiara Poggi avrebbe lottato contro il suo assassino, provando a opporsi con una resistenza prolungata al suo aggressore, con cui avrebbe ingaggiato una vera e propria colluttazione. Il tutto mentre la 26enne uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007 veniva colpita molto probabilmente con un martello. È quanto emerge dalle indiscrezioni diffuse dal Tg1 sul contenuto della perizia dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, consegnata lo scorso 23 febbraio alla Procura di Pavia e tuttora secretata.
Cosa emerge dalla consulenza di Cattaneo
La relazione della professoressa Cattaneo, ordinaria di Scienze biomediche per la salute all’Università Statale di Milano e figura di riferimento nel campo dell’antropologia forense, era stata commissionata dalla Procura guidata da Fabio Napoleone per «garantire una valutazione più ampia sugli elementi raccolti, sia in sede medico-legale sulla vittima, sia sul luogo del delitto». Secondo le anticipazioni del Tg1, sul corpo di Chiara non c’erano solo le ferite dell’arma utilizzata per ucciderla. Ecchimosi, lividi e abrasioni su braccia e gambe indicherebbero che la ragazza non si limitò a proteggersi, ma tentò attivamente di respingere l’aggressore. L’aggressione si sarebbe inoltre sviluppata in più fasi, tra il piano terra e le scale della villetta di via Pascoli. Quindi non in tempi rapidi, compatibili con il buco di 23 minuti nell’alibi di Stasi, in carcere dal dicembre 2015.
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Il Dna sotto le unghie e l’ipotesi di più persone sulla scena del crimine
Se la colluttazione venisse confermata, le tracce di Dna rinvenute sotto le unghie di Chiara acquisterebbero un peso investigativo ancora maggiore, perché potrebbero appartenere direttamente all’assassino. La perizia della genetista Denise Albani, depositata durante le nuove indagini sul delitto di Garlasco, aveva indicato che il Dna mitocondriale del cromosoma Y mostrava piena concordanza con la linea paterna di Andrea Sempio. Le tracce erano state rinvenute sotto due unghie della vittima nel 2007. Un elemento che si intreccia con l’ipotesi già avanzata da tempo dalla Procura, ovvero che sul luogo del delitto possa esserci stata più di una persona. Sempio, amico storico del fratello della vittima, è indagato per omicidio in concorso con il già condannato Alberto Stasi o con altri ignoti, un’ipotesi provvisoria, che potrebbe essere ridefinita in caso di rinvio a giudizio.
L’avvocato della famiglia Poggi: «Chi conosce gli atti non trova nulla di nuovo»
Fredda la reazione di Gianluigi Tizzoni, legale dei genitori di Chiara Poggi. Come riporta La Provincia di Pavia, il difensore ha distinto nettamente tra chi si affida agli «scoop su indagini che dovrebbero essere segrete» e chi invece conosce gli atti pubblici del processo Stasi e «le regole sul giudizio di revisione». Per quest’ultima categoria, ha precisato Tizzoni, «quanto detto dal Tg1 non stimola alcun interesse».
