Ceduta Gedi Elkann pensa ad altro: «Abbiamo liquidità per un nuovo significativo investimento». La lettera agli azionisti di Exor

«Stiamo aumentando la nostra liquidità disponibile per investimenti a oltre 3,5 miliardi di euro. Questo ci pone in una posizione solida per perseguire un nuovo investimento significativo, per dimensione e ambizione, analogo a quello in Philips». Lo sottolinea il ceo di Exor, John Elkann. «Stiamo semplificando il nostro portafoglio – spiega Elkann – affinando le nostre priorità e concentrandoci su società di maggiori dimensioni, dove riteniamo che Exor possa creare il maggior valore. Abbiamo firmato accordi per la dismissione delle nostre partecipazioni in Iveco Group, Gedi, Lifenet e Nuo. Queste quattro operazioni dovrebbero generare proventi per 2 miliardi di euro nel corso dell’anno, con un multiplo complessivo superiore a 1,4x sul capitale investito». «Il 2026 sarà un altro anno impegnativo. Tuttavia, siamo fiduciosi nel percorso che ci attende e pronti a costruire. Continueremo a sostenere e a incoraggiare le nostre società, affiancandole come partner allo stesso tempo di supporto e di stimolo critico nella ricerca di un successo duraturo» ha detto poi l’ad di Exor, la holding finanziaria della famiglia Agnelli nella lettera ai gli azionisti della società.
Nel 2025 Nav totale a 33,2 miliardi, dividendi per 100 milioni
Nel 2025, il valore lordo degli attivi di Exor è pari a 37,1 miliardi di euro, mentre il Nav totale si attesta a 33,2 miliardi. Proposto un dividendo di 0,49 euro per azione per complessivi 100 milioni. Il Nav per azione è diminuito dell’8,1% rispetto a un aumento del 5,4% dell’indice Msci World. L’andamento, secondo la società degli Agnelli-Elkann, è stato trainato dalle difficoltà delle principali società di Exor, parzialmente compensate da un impatto positivo derivante dall’eccellente performance di Lingotto, dal contributo positivo di Iveco e delle società non quotate e dal riacquisto di azioni proprie. Lingotto ha superato i 10 miliardi di dollari di asset in gestione e ha generato solidi rendimenti per Exor, principalmente grazie ai suoi investimenti pubblici. Con una cassa di 4,2 miliardi nel 2025 e proventi attesi da ulteriori monetizzazioni quest’anno, Exor – spiega la holding – è ben posizionata per cogliere significative opportunità di investimento.
