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Adozioni internazionali per i single, Raffaella Brogi e la sentenza che ha cancellato il divieto: «Così diventerò mamma»

raffaella brogi adozioni internazionali sentenza cosa cambia quanto costa tempi
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La donna fiorentina ha vinto il ricorso alla Corte Costituzionale. Stando ai numeri di "Vita", ci sarebbero state 195 domande di adozione internazionale

«Questa battaglia l’ha combattuta la mamma, non la giurista. Non volevo vincere una causa, volevo essere mamma». Così Raffaella Brogi, 55 anni, ricorda il passaggio più importante del suo lungo percorso davanti al Tribunale dei minori. Magistrata originaria di Siena, è diventata il simbolo di una svolta nei diritti civili: grazie al suo ricorso è stato infatti eliminato il divieto di adozioni internazionali per i single, sia donne che uomini. Una battaglia iniziata nel 2019, con il primo ricorso presentato ai giudici minorili di Firenze. «Se fosse stata solo una questione di giurisprudenza, questi sette anni avrebbero potuto distruggermi. Ma alla fine ha prevalso la maternità», ha raccontato a La Stampa.

L’adozione di una bambina di 10 anni

A un anno dalla decisione della Corte costituzionale, oggi è tra le prime persone che potranno portare a termine un’adozione internazionale: «Mancano pochi mesi. Le procedure, ormai nella fase conclusiva, dipendono anche dal Paese scelto. In alcuni casi, per i bambini da 0 a 3 anni, l’attesa può arrivare fino a tre anni», spiega. Fin dall’inizio ha avuto le idee chiare: «Bisogna rispettare precisi requisiti di età, ma soprattutto bisogna ricordare che ogni bambino porta con sé una storia». Per questo ha scelto di accogliere una bambina più grande, di circa dieci anni. «Anche i bambini più grandi hanno diritto a una famiglia. Ho fatto di tutto per diventare la mamma di una bambina di dieci anni e mezzo».

I tempi lunghi delle adozioni internazionali

Sul tema delle adozioni da parte di single, Brogi invita alla cautela: «Si tratta di un meccanismo ancora in fase di avvio. Molti tribunali hanno introdotto i moduli solo mesi dopo la sentenza». E sottolinea la complessità del sistema: «Le adozioni internazionali sono procedure complesse, con tempi lunghi e diversi attori coinvolti». Il suo iter, però, è ormai alle battute finali. «Ho ottenuto il decreto di idoneità a maggio. A marzo la Commissione per le adozioni internazionali ha autorizzato la prosecuzione del procedimento. Ora siamo all’ultima fase: l’emissione dell’ordine di adozione da parte del Paese straniero».

Stando ai numeri di Vita, ci sarebbero state 195 domande di adozione internazionale da parte di single, 12 decreti di idoneità ammessi, 9 dei quali a Napoli, quattro procedure presenti nel database della Commissione adozioni internazionali. «Non ho numeri diversi a disposizione – risponde Raffaella Brogi – ma so che sono dati riferiti a gennaio. Potrebbero essere anche cambiati, si riferiscono a un meccanismo che sta entrando a regime e si sta mettendo ancora in moto».

Brogi: «Aggiungerò il mio cognome al suo»

Quello che è certo è che non le interessa arrivare prima degli altri: «Non è una corsa. E non è una questione di primati». Piuttosto, sottolinea il supporto ricevuto: «Sono stata fortunata: le prefetture di Firenze e Siena hanno lavorato con grande efficienza». Lo sguardo ora è già rivolto al futuro: «Aggiungerò il mio cognome al suo nome, senza cancellare la sua identità. Io sarò sua madre, ma la sua storia resterà parte di lei». Senza rinunciare alla propria professione: «Continuerò a fare il magistrato. Anche per garantirle un futuro». Una battaglia legale vinta, ma soprattutto l’inizio di una nuova vita.

Foto: SOCIAL/RAFFAELLA BROGI

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