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Intesa Sanpaolo, arriva il multone del Garante della privacy: 31,8 milioni di euro per carenze di sicurezza nei dati dei clienti

30 Marzo 2026 - 19:09 Alba Romano
Intesa Sanpaolo
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Tutto partì dal data breach notificato dalla banca nel luglio 2024: quando un dipendente riuscì ad accedere alla visione dei conti di oltre 3mila clienti

«Il Garante privacy ha irrogato una sanzione di 31,8 milioni di euro a Intesa Sanpaolo per gravi carenze nella sicurezza dei dati personali, dovute all’inadeguatezza delle misure tecniche e organizzative adottate». Lo rende noto il Garante stesso in una nota.

Tutto partì dal dipendente guardone: oltre 3mila clienti spiati

«L’istruttoria dell’Autorità – spiega l’Authority – avviata a seguito del data breach notificato dalla banca nel luglio 2024, ha accertato che un dipendente ha avuto accesso, senza giustificato motivo, alle informazioni bancarie di 3.573 clienti, effettuando oltre 6.600 consultazioni tra il 21 febbraio 2022 e il 24 aprile 2024. Tali accessi indebiti non sono stati rilevati dai sistemi di controllo interni, evidenziando significative criticità nei meccanismi di monitoraggio e prevenzione».

Spiati clienti ad “alto rischio”

«L’accesso illecito – prosegue l’Authority – ha riguardato anche dati relativi a clienti ‘ad alto rischio’, tra cui soggetti con ruoli di rilievo pubblico, per i quali sarebbero stati necessari presidi di controllo rafforzati. L’Autorità ha accertato, in particolare, la violazione dei principi di integrità e riservatezza dei dati personali, nonché del principio di accountability, rilevando l’inadeguatezza complessiva delle misure adottate. Il modello operativo utilizzato, che consentiva agli operatori di interrogare in piena circolarità l’intera base clienti, non era infatti adeguatamente bilanciato da controlli idonei a prevenire e individuare accessi non giustificati».

L’avviso ai clienti in grande ritardo

Non solo, secondo il Garante ci sono stati problemi anche nella gestione del data breach. «La notifica è risultata incompleta e tardiva rispetto ai termini previsti dalla normativa, così come la comunicazione agli interessati, avvenuta solo a seguito di un precedente provvedimento del Garante del 2 novembre 2024. Tali condotte hanno compromesso la possibilità di un tempestivo intervento dell’Autorità a tutela dei diritti e delle libertà delle persone coinvolte». Alla luce delle violazioni riscontrate, il Garante ha ritenuto illecita la condotta e tenendo contro «dell’elevato numero di clienti coinvolti, nonché delle misure correttive adottate dall’istituto successivamente ai fatti» ha stabilito tale cifra.

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