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Il duplice omicidio di Campobasso: «Niente ricina nelle analisi del marito»

02 Aprile 2026 - 10:31 Alba Romano
sara di vita antonella di ielsi omicidio gianni di vita alice di vita
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Gianni Di Vita era stato ricoverato per un malore dopo una cena di famiglia nell'antivigilia di Natale. Ora verrà risentito

Elvira Antonelli, la procuratrice di Larino, è la titolare dell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia Sara Di Vita, 15, tra il 27 e il 28 dicembre dell’anno scorso. All’inizio si parlava di un’intossicazione alimentare. Ora c’è l’ipotesi di omicidio premeditato. Nei corpi dei due cadaveri è stata trovata della ricina, una sostanza letale ricavata dal seme del ricino, una pianta ornamentale tra l’altro usata, ai tempi della Guerra fredda, dai servizi segreti dell’Est per eliminare in tutta Europa dissidenti e oppositori. Ma è anche protagonista della serie tv cult Breaking Bad.

Il duplice omicidio di Campobasso

Antonella e Sara sono morte all’ospedale di Campobasso, dove cinque medici sono indagati per omicidio colposo. L’indagine quindi dovrà anche chiarire se i dottori hanno «violato regole con particolare riferimento a eventuali linee-guida e best practices clinico-aziendali». Perché le due donne sono state ricoverate molto tardi rispetto ai primi allarmi sul loro malore. Ma ora gli investigatori dovranno anche accertare «se terzi soggetti da individuare compiutamente abbiano tenuto condotte omissive oppure — e questo è il nodo — commissive».

Gianni Di Vita

Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, era stato ricoverato per un malore dopo una cena di famiglia nell’antivigilia di Natale. Le analisi non hanno rilevato tracce di ricina nel suo sangue. Almeno secondo l’alert vocale del Centro di Pavia interpellato dalla squadra mobile di Campobasso. Le due donne sono state avvelenate nella casa di famiglia a Pietracatella, un paese con 1.200 abitanti. Di Vita, insieme alla figlia maggiore Alice (19 anni), sarà risentito dai magistrati. Di mestiere fa il commercialista, è stato anche sindaco del suo paese. La ragazza è l’unica scampata all’intossicazione alimentare perché quella sera ha cenato fuori. La cognata dell’ex sindaco adombra, a TgCom, un’ipotesi inquietante: «Forse volevano uccidere tutta la famiglia».