Terremoto Giulio Regeni, dopo la bocciatura ai finanziamenti del documentario si dimettono due consiglieri al Mic

Dopo la clamorosa esclusione del documentario su Giulio Regeni, ritenuto dagli esperti nominati dal ministro Alessandro Giuli non meritevole di ricevere alcun finanziamento pubblico si sono dimessi due membri della commissione: si tratta, secondo quanto riporta Repubblica, del critico Mereghetti e dello story editor Galimberti. Il ministro Giuli continua a non commentare la vicenda mentre esplode la polemica politica.
Mollano due dei 15 membri della commissione
Massimo Galimberti, consulente editoriale e story editor per progetti cinematografici e televisivi, oltre che organizzatore culturale e docente all’Università RomaTre, faceva parte della prima sezione della Commissione incaricata di esaminare film per la tv e il cinema, le serie e le produzioni di giovani autori. Paolo Mereghetti è invece un noto critico cinematografico. Faceva parte della seconda sezione che si occupa delle sceneggiature per il grande e il piccolo schermo, per il web e i cortometraggi. Hanno informato delle loro dimissioni dall’incarico con una lettera indirizzata al capo della Direzione Cinema e audiovisivo Carlo Giorgio Brugnoni per dire basta. Sono due dei 15 membri della commissione che ha bocciato il finanziamento. Sul caso dell’esclusione ci sono interrogazioni dell’opposizione, con il Partito democratico, +Europa e Avs che chiedono risposte al Mic.
Una «scelta politica»
Il documentario Giulio Regeni, tutto il male del mondo è diretto da Simone Manetti e ha vinto il Nastro della Legalità 2026. Racconta la storia del ricercatore italiano rapito, torturato e ucciso in Egitto nel 2016, una storia su cui ancora non ci sono colpevoli e indagini che, con rimpalli dall’Egitto e depistaggi, proseguono a rilento. Domenico Procacci di Fandango, che ha prodotto il lavoro insieme a Ganesh di Mario Mazzarotto ha bollato la scelta del ministero come politica. La pellicola è già uscita in sala e in ben 76 atenei italiani, tramite un’iniziativa promossa dalla senatrice a vita Elena Cattaneo. Il 5 maggio approderà al Parlamento Europeo.
