Cosa succede se mi cancellano il volo perché manca il carburante? Dal rimborso del biglietto all’indennizzo, ecco tutti i diritti dei passeggeri

Tra l’Unione europea che cita apertamente il rischio di razionamento del carburante e i primi aeroporti italiani che restano a corto di cherosene, lo spettro della guerra in Medio Oriente minaccia di rovinare i piani per le vacanze estive di milioni di italiani. Finora, le tensioni fra Stati Uniti e Iran – e il conseguente blocco dello Stretto di Hormuz – hanno portato a forti oscillazioni del prezzo di gas e petrolio. Sul medio periodo, il problema potrebbe diventare la disponibilità stessa di carburante, con conseguenze devastanti su tutta l’economia, a partire proprio dai trasporti. Ma cosa accadrebbe se davvero le compagnie aeree dovessero cominciare a cancellare voli per mancanza di carburante? Lo abbiamo chiesto a Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori (Unc).
Come funzionano i rimborsi per i voli cancellati
In caso di cancellazione del volo, le norme europee stabiliscono che il consumatore ha sempre diritto al rimborso del prezzo del biglietto o all’imbarco su un volo successivo. «A differenza di quanto dichiarato dal presidente dell’Enac, non è assolutamente necessario stipulare una polizza assicurativa, che non aggiungerebbe nulla a quelli che sono già i nostri diritti», spiega Dona. Se la comunicazione di cancellazione del volo dovesse arrivare negli ultimi 14 giorni prima della partenza, il consumatore potrebbe anche avere diritto a una compensazione pecuniaria, che va dai 250 ai 600 euro in base alla tratta. «Questi indennizzi non sono dovuti solo quando la cancellazione è dovuta a fatti eccezionali», precisa il presidente dell’Unc.
L’indennizzo economico e l’«obbligo di assistenza» in aeroporto
E allora qui sorge la domanda: il caro carburante o la ridotta disponibilità di carburante sono considerati fatti eccezionali? «Direi di no», risponde Dona. E spiega: «Salvo ulteriori escalation, ogni compagnia aerea è a conoscenza di questa crisi energetica da lungo tempo. Anzi, le difficoltà di approvvigionamento esistevano anche prima, quindi si tratta di un problema strutturale che la compagnia aerea dovrebbe prevedere». Se la cancellazione arriva mentre il possessore del biglietto è in aeroporto, le normative europee prevedono una serie di altre tutele, tra cui l’«obbligo di assistenza», ossia il diritto a vedersi rimborsati pasti, bevante e persino una notte in hotel se il volo è posticipato al giorno successivo.
Come chiedere il rimborso di un volo cancellato
Ma all’atto pratica, cosa bisogna fare per chiedere il rimborso di un volo cancellato? «Non appena abbiamo notizia della cancellazione, io scriverei una PEC alla compagnia aerea chiedendo il rimborso del prezzo del biglietto oppure la riprotezione (il volo alternativo – ndr). In più, se ne ricorrono le condizioni, anche la compensazione pecuniaria», spiega Dona. Nella mail, inoltre, può essere utile chiedere le motivazioni dietro la cancellazione del volo. «Se ci dicessero che è dovuto alla non disponibilità di carburanti, emergono elementi a nostro favore per chiedere anche la compensazione pecuniaria», precisa il presidente dell’Unc.
La richiesta di «sovrapprezzo» per i viaggi già prenotati
Lo scoppio della guerra in Iran ha già fatto lievitare i prezzi dei biglietti aerei e di altri mezzi di trasporto suscettibili al fenomeno del caro carburante, come i traghetti. Una situazione che sembra riguarda anche chi ha prenotato il proprio viaggio prima delle tensioni in Medio Oriente. «Alcuni consumatori ci hanno segnalato di aver ricevuto una richiesta di aumento di 50-60 euro del prezzo del biglietto, non solo sui voli, ma anche sui traghetti», fa sapere Dona. Ma le richieste di ulteriori esborsi, sottolinea il presidente dell’Unc, «sono del tutto illegittime». Al massimo, la compagnia «può decidere di cancellare il volo, con tutte le conseguenze che abbiamo detto, ma non può rimodulare il prezzo di un biglietto già emesso».
Foto copertina: EPA/Cristobal Herrera-Ulashkevich
