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Avvocato segue una causa per 27 anni, ma i clienti muoiono di vecchiaia: lui trascina gli eredi in tribunale per farsi pagare e vince in Cassazione

11 Aprile 2026 - 21:19 Olga Colombano
Un processo iniziato nel 1999 si è concluso solo nel 2019, ma a causa del decesso dei due clienti che ha seguito, il legale ha dovuto rivolgersi agli eredi per la parcella. La storia e cosa hanno deciso i giudici

Un processo talmente lungo da attraversare intere vite, con i clienti che nel frattempo sono deceduti e la causa che si è trascinata per oltre vent’anni fino a coinvolgere anche gli eredi. È quanto emerge dalla complessa storia riportata dall’edizione locale de Il Secolo XIX, nell’ambito di una causa civile di divisione giudiziale (ovvero quel procedimento in cui il giudice interviene per dividere un patrimonio quando gli eredi non riescono a trovare un accordo per dividerlo) avviata nel 1999 al Tribunale della Spezia, che ha finito per trasformarsi anche in un contenzioso sul compenso dell’avvocato, poi approdato fino alla Corte di Cassazione.

La causa e il decesso dei clienti

La vicenda ha visto protagonista l’avvocato spezzino Roberto Brozzo, che ha assistito il primo cliente per circa 12 anni, fino al decesso avvenuto nel 2011. Dopo la sua morte, la causa è proseguita per conto della vedova e degli altri eredi, ma il destino ha voluto che anche la vedova morisse nel 2016. Da quel momento la causa è proseguita, finché non vengono individuati gli eredi e le rispettive quote. Nel frattempo, nel 2017, l’immobile oggetto della causa è stato venduto per circa 592mila euro, mentre la conclusione definitiva del procedimento è arrivata nel 2019, a quasi vent’anni dall’avvio della causa.

La Cassazione dà ragione all’avvocato

Una volta conclusa la causa, è sorto un nuovo contenzioso legato al pagamento dell’avvocato. Il Tribunale della Spezia, infatti, ha riconosciuto solo una parte della somma richiesta, ma il legale ha contestato la decisione ritenendo la liquidazione insufficiente rispetto all’attività svolta nel corso di anni. Secondo lui, pur trattandosi di un’unica causa, nel tempo aveva seguito più persone e diversi passaggi della vicenda. Per questo, ha chiesto un pagamento per ogni persona seguita. La questione è arrivata fino alla Corte di Cassazione, che ha accolto il ricorso e riconosciuto la correttezza del suo ragionamento. Il caso è quindi tornato al Tribunale della Spezia, che dovrà ricalcolare quanto spetta all’avvocato.

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