Tre ex calciatori del Bra accusati di stupro di gruppo. Le immagini diffuse nella chat di squadra: «Non girateli a nessuno»

Tre ex calciatori del Bra sono accusati di violenza sessuale di gruppo. L’episodio risale a maggio 2025, dopo la festa per la promozione in serie C, quando un rapporto fra i tre giovani e una studentessa universitaria di Torino viene filmato e inviato nella chat privata della squadra. Il caso è ricostruito oggi su Repubblica. La giovane avrebbe poi tentato il suicidio e sporto denuncia. Giovedì si è tenuta l’udienza preliminare ad Asti, tribunale competente per la cittadina di Bra, nel Cuneese. La vicenda finora è stata tenuta nascosta anche alle società sportive, che sarebbero venute a conoscenza dell’inchiesta in questi giorni. «Condanniamo ogni tipo di violenza e, senza entrare nel merito, valuteremo eventuali provvedimenti» si legge nelle note di Bra, Ligorna, Giulianova e Livorno, squadre in cui sono stati o sono presenti i coinvolti. Gli imputati hanno scelto il rito abbreviato e il 25 maggio racconteranno la loro versione dei fatti.
L’invio nella chat “We are Champs”
La presunta violenza è stata inviata nella chat informale della squadra, riporta il quotidiano, in cui non sono mancati i commenti da spogliatoio. Come chi ha sottolineato la «superiorità numerica» dei calciatori sulla ragazza. A processo per quella notte sono finiti il romano Fausto Perseu, 24 anni, oggi nel Giulianova, Alessio Rosa, 23 anni, di Tivoli, che gioca nel Ligorna, e Jesus Christ Mawete, 21 anni, di Mondovì, ora nel Livorno. Rosa inoltre è anche accusato del reato di revenge porn. Sarebbe lui ad aver inviato video e foto della presunta violenza, nel gruppo WhatsApp “We are Champs”. Con tanto di raccomandazione: «Non girateli a nessuno».
L’approccio nel locale e l’invito di un calciatore a casa. Gli altri due si sarebbero infilati nella stanza senza il suo consenso
Secondo quanto ricostruito dal quotidiano la ventenne avrebbe incontrato i campioni del Bra in un locale, durante la festa di promozione. Cominciano battute, scherzi, palpeggiamenti. Poi ha seguito Perseu nell’appartamento che condivide con gli altri giocatori, chiarendo però che voleva un rapporto solo
con lui. Nella stanza però entrano anche i colleghi Rosa e Mawete, che secondo le carte approfittano delle sue «condizioni di inferiorità fisica e psichica», dovute all’età e allo stato di ubriachezza, come si
legge negli atti dell’inchiesta coordinata dal pm Davide Greco. Video e foto dell’atto vengono poi diffusi nella chat della squadra. «Mi sono sentita come un trofeo – ha detto la giovane, parte civile nel processo, assistita dall’avvocato Luca Cavallo – Lotto ogni giorno contro la vergogna che provo». Nel suo racconto la ragazza si sarebbe finta morta pur di far finire le violenze. Ricevendo pure una frase a fine rapporto: «Spero che tu non vada a dire che ti ho costretta a salire».
(Foto di Peter Glaser su Unsplash)
