Ultime notizie Crisi Usa - IranDelitto di GarlascoMaturitàNicole MinettiUcraina
ATTUALITÀInchiesteLombardiaMarco TravaglioMilanoNicole MinettiUruguay

Caso Minetti: il Fatto insiste e pubblica nuovi pezzi sulla vicenda. Il 12 l’udienza per la cancellazione della pena

06 Giugno 2026 - 07:42 Alba Romano
minetti travaglio
minetti travaglio
Mentre per la procura generale non risultano anomalie Marco Travaglio insiste sulla linea intrapresa. E scrive un editoriale: "La figlia di Mubarak"
Google Preferred Site

Non è ancora chiusa del tutto la vicenda di Nicole Minetti. Secondo quanto riporta Domani Il Fatto Quotidiano, nonostante la procura generale abbia revisionato le carte dichiarando che non risultano anomalie sulla grazia data all’ex consigliera lombarda, insiste pubblicando nuove puntate sull’inchiesta. Il 12 giugno, riporta la testata, si terrà l’udienza per certificare la cancellazione della pena per l’ex fedelissima del Cav, dei tre anni e 11 mesi per peculato, induzione e favoreggiamento alla prostituzione. E non sarebbero previsti ulteriori colpi di scena.

Marco Travaglio e la figlia di Mubarak

Oggi il Fatto quotidiano insiste sulla testimonianza dell’ex massaggiatrice Graciela, mai convocata dagli inquirenti italiani, sui presunti festini nella villa di Cipriani e Minetti in Uruguay. Parole, sostiene la testata diretta da Marco Travaglio, confermate anche dai riscontri di due autisti che intimano la massima riservatezza al giornalista Antonio Massari per «non finire in un fosso o incendiati». Travaglio oggi firma un editoriale dal titolo esplicito: “La figlia di Mubarak“, sottolineando «il commovente trasporto con cui camerieri, trombettieri e corazzieri si son rimessi sull’attenti al segnale convenuto: é bastato un cenno di Mattarella perché una battuta irresistibilmente cumica di per sé “grazia a Nicole Minetti” diventasse un serissimo dogma di fede». «L’opinione pubblica -cioè i cittadini informati e dunque “apoti”- ha capito benissimo cos’è successo, con la Procura generale che non fa le indagini, non interroga i testimoni che la smentiscono ma solo quella che li smentiscono, e il capo dello Stato che la ringrazia per aver “disposto accurate verifiche in ogni direzione” (la direzione Minetti)», spiega Travaglio. E ricorda: «Siccome la storia ha le sue perfide ironie, tutto avviene nel 15esimo anniversario del punto più basso toccato dal Parlamento italiano, anzi da quando esistono i parlamenti. Era il 4 aprile 2011, vigilia del processo Ruby, quando la Camera trascino dinanzi alla Consulta la Procura di Milano (nulla da spartire con l’attuale Procura generale) che osava processare il premier B. per prostituzione minorile sui bunga bunga di Arcore e per concussione sulle telefonate minatorie di un anno prima alla Questura per far rilasciare Ruby nelle mani della Minetti e della escort brasiliana Michelle Conceicao. La mozione affermava che B. agì nell’esercizio delle funzioni di premier perché fermamente convinto che Ruby, minorenne marocchina senza fissa dimora, fosse un’egiziana, nientemeno che la nipote di Mubarak e il suo arresto minacciasse i rapporti diplomatici fra Italia ed Egitto». Per concludere: «Oggi B. non c’è più. E neppure Mubarak, però scopriamo che aveva anche una figlia». La coppia Minetti-Cipriani hanno chiesto un maxi risarcimento da 250 milioni nei confronti del Fatto Quotidiano e delle trasmissioni Report e È sempre Cartabianca.