Grazia a Nicole Minetti, la procura generale conferma: «Parere resta positivo. Dai media fatti non veri». Cosa emerge dalla verifica sull’adozione

La Procura generale di Milano ha ribadito il proprio via libera alla grazia concessa all’ex consigliera regionale Nicole Minetti. A renderlo noto è una nota dei vertici della magistratura milanese, dopo che le nuove verifiche erano state sollecitate dal Capo dello Stato dopo il provvedimento di clemenza firmato a febbraio e le polemiche scoppiate dopo le inchieste del Fatto quotidiano. Secondo il procuratore generale Francesca Nanni, i risultati degli ultimi accertamenti sono già stati trasmessi al ministero della Giustizia.
Cosa hanno verificato i magistrati con carabinieri e Interpol
Nel comunicato la procura generale, guidata da Francesca Nanni e con il sostituto pg Gaetano Brusa, spiega di aver delegato controlli ai carabinieri e all’Interpol per appurare la fondatezza delle notizie comparse su Il Fatto Quotidiano e di quelle uscite successivamente. La conclusione è netta: «Dagli accertamenti risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito e in base al quale sono state assunte le determinazioni da parte delle Autorità competenti».
Il caso dell’adozione e del legale: «Nessuna battaglia legale»
I magistrati passano poi in rassegna, uno per uno, i presunti punti oscuri che secondo la stampa avrebbero pesato sulla concessione della grazia. Il primo riguarda «il decesso in circostanze non chiare» di un avvocato coinvolto nella procedura di adozione di un bambino da parte di Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani. La precisazione della procura è che non si tratta del legale dei genitori del figlio adottivo, ma del difensore di quest’ultimo, favorevole all’adozione, «nel cui procedimento non vi è stata alcuna battaglia legale, non essendosi costituiti i genitori naturali, rappresentanti dal difensore di ufficio ed essendo risultata da sempre irreperibile la madre biologica del minore».
Le verifiche sui “festini” in Uruguay e Spagna
Non ci sono «segnalazioni di reato o pendenze giudiziarie o coinvolgimento in indagini di alcuna natura in Uruguay ed in Spagna di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani», continua la procura generale nella nota. Risultano «smentite» da «numerose dichiarazioni assunte in sede di indagini difensive» e dalle «dichiarazioni rese ai Carabinieri da persone informate sui fatti, le affermazioni circa feste con droga e sesso a cui avrebbe preso parte Nicole Minetti negli ultimi anni», come riferito «al Fatto Quotidiano dalla massaggiatrice». E non «emergono irregolarità nel procedimento di adozione» del minore.

