Renzi: «Fermiamo il piano per Meloni al Quirinale e Vannacci a Palazzo Chigi»

Matteo Renzi dice che il centrosinistra deve fermare il piano per «Meloni al Quirinale e Vannacci a Chigi». E che la nuova legge elettorale andrà in porto perché la premier «ha paura di perdere e l’aver insistito così tanto su questa riforma è un segnale di debolezza». Per questo la coalizione deve tenere le porte aperte a tutti. Anche a Carlo Calenda. Il leader di Italia Viva parla in un’intervista a Repubblica. Nella quale adombra il pareggio che la premier non può permettersi: «Perché a quel punto sarebbe risucchiata in un governo di responsabilità. Gioca il tutto per tutto: se vince fa all-in e si prende il Quirinale».
Renzi, Meloni e Vannacci
L’ex premier non vuole affidarsi alla bocciatura della legge elettorale da parte della Consulta: «Lasciamo che la Corte faccia il suo mestiere, non mi sembra corretto puntare a un intervento dei giudici. Parliamo di politica: se loro sono così impauriti, e se ne dicono di tutti i colori fra alleati, per il centrosinistra è un’occasione da non perdere. Dopo il referendum potevamo sfruttare l’onda e invece ci siamo fatti male da soli, oggi per favore non commettiamo lo stesso errore». Secondo lui c’è bisogno «di fare una grande campagna, di iniziare a parlare al terzo settore, ai sindaci civici, alle imprese. Bisogna smetterla di guardarsi la punta dei piedi e pensare alle sfide internazionali, all’innovazione tecnologica, alle scelte sull’energia e sugli stipendi, a un nuovo modello di sanità: è arrivato il momento di presentare un piano strategico per spiegare quello che vogliamo fare dell’Italia».
L’opposizione lose lose
Renzi dice che su Vannacci il centrodestra fa «un’operazione lose-lose, anziché win-win. Perché se lo imbarcano perdono la faccia, se non lo imbarcano perdono le elezioni. Ammesso che Vannacci voglia farsi imbarcare…». Il generale «rende irrilevanti la Lega e Forza Italia. Se sta in coalizione, il prossimo vicepremier lo fa Vannacci, altro che Salvini. Per questo mi sto sgolando con gli amici del centrosinistra: basta polemiche, ora uniti e andiamo a vincere. Se non vinciamo, la Meloni va al Quirinale e Vannacci a Chigi».
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I franchi tiratori
I franchi tiratori che hanno bocciato la legge alla Camera sono «soprattutto quelli di Forza Italia, è un segreto di Pulcinella. Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia al Senato, ha già detto che, se provano a rimettere le preferenze, la legge elettorale se la possono votare da soli. Più chiara di così! È stato un alert della famiglia Berlusconi a Giorgia Meloni». Mentre «non ci sarà spazio per un Terzo polo. Nel momento in cui la partita diventa una sfida all’ultimo voto per chi prende il premio di maggioranza, chi sta fuori dalle coalizioni diventa irrilevante. Anche se Calenda dovesse raggiungere la soglia del 3%, non toccherebbe palla».
Il Campo Largo
La coalizione dovrebbe tenere le porte a Calenda «spalancate. Sapendo che Calenda cambia idea sempre la sera prima della presentazione delle firme. Ma comunque meglio avere tutti dentro e vincere che fare questioni di lana caprina e perdere. Prepariamoci ad accoglierlo senza polemiche». E spiega: «Noi vogliamo mettere insieme tutti quelli che pensano a una sinistra che difende anche chi produce posti di lavoro, una sinistra pro-Pil e non solo pro-Pal, una sinistra che non sia succube del giustizialismo, che lotta contro il climate change con la tecnologia e non con l’ideologia, una sinistra che sulla difesa dell’Ucraina non torni indietro».
I tre obiettivi
I tre obiettivi più importanti per le elezioni sono: «assicurare un presidente della Repubblica non sovranista nel 2029, bloccare l’esodo dei giovani che impoverisce l’Italia e produce un crollo demografico, evitare una svolta Maga anche nell’Ue. Tutti obiettivi che sono più grandi delle nostre differenze. Basta parlarci addosso, ora è tempo di agire».

