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Skinhead, pregiudicati, filorussi: la galassia nera di Roberto Vannacci (e le accuse di massoneria)

17 Luglio 2026 - 05:39 Alessandro D’Amato
roberto vannacci estrema destra giuliano castellino roberto fiore massoneria
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Un'informativa dei servizi di sicurezza dà conto di un monitoraggio dell'estrema destra che si avvicina al generale. I nomi: Castellino, Fiore, Iorio
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Ci sono skinheads, pregiudicati ed estremisti di destra storici. Ma anche chi viene monitorato «per propaganda attiva di connotazione filorussa». E chi lo accusa di avergli rubato i punti del programma e di essere iscritto alla massoneria. Nella varia e variegata umanità che si avvicina al generale Roberto Vannacci prima delle elezioni del 2027 mentre i sondaggi incoronano il suo Futuro Nazionale spiccano però i protagonisti dell’assalto alla sede della Cgil del 9 ottobre 2021. A dirlo è un’informativa dei servizi di sicurezza visionata del Messaggero. Che indaga su «un’attività di monitoraggio di ambienti dell’estrema destra» e mette nero su bianco il «diffuso interesse ad aderire al partito di Futuro Nazionale dopo la fuoriuscita del leader Vannacci dalla Lega».

I nomi

Il primo dei nomi è molto noto alle cronache. Si tratta di Giuliano Castellino. Che attualmente è in galera a Terni dove sconta una condanna a tre anni e sei mesi per i disordini a Roma del settembre 2017. Quando insieme ai militanti di Roma ai romani protestò al Trullo contro l’assegnazione di un appartamento a una famiglia etiope. Castellino però è noto soprattutto per l’assalto a Corso Italia, quando i manifestanti No Green Pass e neofascisti distrussero gli uffici del sindacato. Insieme a lui c’era Roberto Fiore. Castellino è confluito nel movimento Indipendenza di Gianni Alemanno che poi si è sciolto in Futuro Nazionale. E nella dinamica dei fatti c’entra Alfredo Iorio.

Il filorusso

Iorio è stato candidato al comune di Roma con Forza Nuova nel 2016. Era responsabile della sezione del Movimento Sociale Italiano di via Ottoaviano. E secondo il documento è oggi «monitorato dal C.A.S.A.», vale a dire il Comitato di analisi strategica antiterrorismo, «per propaganda attiva di connotazione filorussa». Insieme a lui «i direttivi di Veneto Fronte Skinhead e Progetto nazionale» che «avrebbero convenuto, dopo una serie di incontri interlocutori, per una convergenza – allo stato non meglio definita – con Futuro Nazionale».

La tattica del Movimento Nazionale e della collegata Rete dei patrioti, attive soprattutto nel Nord Italia, è stata invece quella di «di non prendere una posizione pubblica né a favore né contraria a Futuro Nazionale con l’intenzione di inserire qualche militante negli organigrammi locali del nuovo partito, ove possibile, in modo che appaia un’iniziativa personale non riconducibile al movimento. In tal senso sarebbero state già individuate delle opportunità in Lombardia e in Toscana».

Roberto Fiore

Poi c’è Roberto Fiore. Che invece ce l’ha con il generale. «È risultata invece inversa rispetto a tali convergenze la strategia finora posta in essere da Roberto Fiore, il quale, nel suo ruolo di leader del noto movimento di estrema destra Forza Nuova, avrebbe avuto un’interlocuzione diretta con Roberto Vannacci già nel febbraio scorso, durante la quale avrebbe asseritamente rifiutato la proposta di Futuro Nazionale, accusando piuttosto l’ex generale di essersi appropriato degli otto punti di programma di Forza Nuova e di appartenere alla massoneria italiana», si legge nel documento.

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