Perché l’altra coppia non ha potuto adottare il bambino di Minetti. La denuncia dell’ex moglie all’aspirante padre uruguaiano: «Dice che mi sparerà»

Si è tanto parlato anche dell’altra famiglia, uruguaiana, che avrebbe voluto adottare il piccolo F., bambino ora nelle cure di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani. Alla fine l’Inau, l’ente che gestisce le pratiche d’adozione, ha preferito l’affidamento alla coppia italiana, un provvedimento che a Minetti le è valsa la grazia sulla condanna a 3 anni e 11 mesi per favoreggiamento alla prostituzione e peculato. Ma perché l’Inau abbia deciso così lo spiega Domani. Potrebbero aver pesato i precedenti del papà della famiglia concorrente. Il quotidiano ha potuto visionare la denuncia di una donna, L.T.B., risalente a marzo 2006, nei confronti dell’uomo, J.E.C.G. La signora (L.T.B.), è l’ex moglie dell’aspirante papà di F., madre dei suoi due figli (all’epoca di tre anni e 7 mesi). «In due occasioni – dichiara la donna al magistrato di Maldonado – il mio ex marito mi ha picchiata». «Lui mi ha detto che mi avrebbe portato via entrambi i bambini, che mi avrebbe uccisa, mi ha dato uno schiaffo in faccia. C’erano il padre e tutta la famiglia lì davanti, anche la nuova compagna. Ha continuato a insultarmi e io gli ho detto che l’avrei denunciato e me ne sono andata (…) Dice che mi sparerà e che si sparerà lui stesso», ha detto ai magistrati la donna. Domani non ha chiaro se poi la causa avviata ha avuto un seguito.
Gli alimenti non pagati
Sempre Domani poi parla di un altro aspetto: J.E.C.G., una volta trovata una nuova compagna, non avrebbe pagato una gli alimenti ai figli nati con la prima moglie. L’ex moglie ha dichiarato di aver ricevuto come versamento dall’uomo circa «2mila pesos in base a un accordo stipulato presso il Tribunale di Pace di Pan de Azúcar». Nel 2006 corrispondono a circa 60-65 euro, oggi a 40-45 euro. Anche se lui è «un funzionario comunale e percepisce un buon reddito». Ls donna si è appellata al «dovere di assistenza familiare» e agli «obblighi alimentari», che consistono nel pagamento non solo di casa e cibo ma anche di vestiti, calzature, medicine, parcelle sanitarie. Un obbligo previsto fino a quando i minori non compiono il 21esimo anno di età. Anche questo aspetto non è chiaro come si sia concluso a livello dibattimentale. Alla fine l’Inau, alla fine ha scelto di affidare il bambino alla coppia Minetti-Cipriani: giudicata maggiormente idonea ad adottare il piccolo, affetto da una grave patologia e quindi bisognoso di cure costose.

