Ignazio La Russa e il candidato sindaco di Milano: «È ora di decidere»

«Non capisco come ci si possa stupire che io mi interessi di Milano, come si possa accusarmi di non fare il mio dovere. Renzi ‘Pinocchietto’ che si mette a darmi lezioni». Lo afferma, in un’intervista al Corriere della Sera, Ignazio La Russa, presidente del Senato, parlando del suo intervento in consiglio comunale a Milano.
Le comunali
Alla domanda se vorrebbe davvero il voto anticipato alle comunali, La Russa risponde che «sarebbe un modo per non perdere altro tempo. Dopo tutto quello che è successo — anche senza scendere nel merito delle questioni giudiziarie — se fosse stato anche la metà, con un sindaco di centrodestra – sarebbe successo il finimondo e avremmo Palazzo Marino accerchiato. La maggioranza è sempre più divisa e di fatto l’unica vera cosa che ha realizzato è prevedere l’abbattimento di San Siro, al quale sono pure contrario. Quindi l’anticipo delle elezioni non sarebbe un male».
Il sindaco
E quindi, sostene il presidente del Senato, «è ora di decidere. Non possiamo permetterci di perdere altro tempo mettendo o lasciando che si mettano nomi nel frullatore. Entro l’estate un’indicazione dobbiamo darla. Tenendo conto che siamo già uniti sul programma, basato su quattro temi chiave: sicurezza, urbanistica, innovazione e viabilità. Si tratta di trovare il nome giusto. “Se ad esempio civici come Flavio Cattaneo, Tronchetti Provera o Ruth Shammah mi dicessero che sono disponibili, direi ‘benissimo’. In una occasione ho detto che apprezzo Lupi, e lo confermo. Certamente lo vedrei come ottimo candidato. È valida anche Silvia Sardone, è donna, capace… Come sono validi pure alcuni nomi della società civile che sono circolati. Ma decidiamo», conclude La Russa.

