Tesla e i dati «fuorvianti» sulla sicurezza del suo sistema di guida autonoma per l’Europa

Tesla sarebbe finita sotto osservazione dell’Unione europea per il modo in cui ha presentato i dati sulla sicurezza del proprio sistema di guida assistita avanzata Full Self-Driving (FSD), una tecnologia che l’azienda punta a far approvare anche nel mercato europeo. Secondo diversi ricercatori indipendenti, le informazioni fornite alle autorità di regolamentazione di Svezia e Paesi Bassi risulterebbero però più vicine a un messaggio promozionale che a una rigorosa valutazione scientifica.
A sollevare il caso è stata un’inchiesta pubblicata da Reuters, secondo cui il CEO di Tesla, Elon Musk, e altri dirigenti hanno più volte sostenuto che il sistema FSD sia fino a dieci volte più sicuro della guida umana. L’agenzia evidenzia tuttavia come tali affermazioni si basino su confronti statistici non omogenei, che sovrastimerebbero le prestazioni del software.
I dati inviati ai regolatori europei
Reuters ha ottenuto dei documenti tramite richieste di accesso agli atti. Sono carte che hanno anche le autorità europee. Alla fine del 2024 l’azienda ha avviato l’iter per l’approvazione dell’FSD presso l’ente olandese RDW, sostenendo che una diffusione più ampia della tecnologia contribuirebbe a ridurre il numero di incidenti stradali. Il Full Self-Driving (Supervised) è disponibile per ora in Stati Uniti, Canada, Cina, Messico, Australia e Nuova Zelanda. Un primo via libera al metodo è arrivato ad aprile nei Paesi Bassi per la versione “Supervised”, che richiede comunque la supervisione costante del conducente, il quale resta sempre responsabile del veicolo.
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«Sette volte più sicuro». Tutti i nodi dello studio di Tesla
Dopo l’approvazione concessa dalle autorità olandesi il 10 aprile, Ivan Komusanac, responsabile delle politiche pubbliche di Tesla, avrebbe contattato anche i regolatori svedesi per ottenere un’autorizzazione analoga. Nella documentazione Tesla affermava che i veicoli equipaggiati con FSD percorrono una distanza oltre sette volte superiore tra un incidente e l’altro rispetto alla media dei conducenti statunitensi. Un sistema che per l’azienda potrebbe evitare fino a 32 mila morti e prevenire circa 1,9 milioni di feriti. Stime che, secondo gli esperti consultati da Reuters, sarebbero però fuorvianti, poiché presuppongono uno scenario teorico improbabile. Ovvero se l’intero parco veicoli statunitense è composta da Tesla dotate di FSD. c’è anche una ulteriore critica metodologica: Tesla confronterebbe gli incidenti che attivano gli airbag sulle auto con FSD con il totale degli incidenti registrati negli Stati Uniti, comprendendo quindi anche sinistri molto meno gravi. A ciò si aggiunge il confronto con il veicolo medio americano, generalmente più vecchio e meno equipaggiato sotto il profilo della sicurezza rispetto alle Tesla di ultima generazione.
Come funziona il Full Self-Driving
Il sistema Full Self-Driving (Supervised) usa le immagini raccolte dalle otto telecamere installate sul veicolo, integrate con sensori e reti neurali in grado di analizzare in tempo reale l’ambiente circostante. La tecnologia è in grado di riconoscere veicoli, pedoni, semafori e segnaletica, gestendo autonomamente cambi di corsia, accelerazione, frenata e sterzata. Anche se autonomo il sistema prevede comunque la supervisione del conducente che deve intervenire in qualsiasi istante. Nonostante negli Usa ci siano stati incidenti anche con il Full Self-Driving l’azienda continua a difendere il proprio approccio. Secondo le stime di Tesla, gli oltre sei milioni di veicoli della flotta globale accumulano dati a una velocità tale da percorrere, ogni tre minuti e mezzo, una distanza equivalente a quella che un essere umano coprirebbe nell’arco di un’intera vita al volante.

