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Camper e van camperizzati, in Italia è boom (+10%): ecco perché piacciono tanto, nonostante i divieti

08 Maggio 2026 - 09:22 Francesca Milano
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Dalle immatricolazioni record nel 2025 alla moda dei furgoni camperizzati per i più giovani: ecco come il turismo itinerante è diventato un affare da 8 miliardi, tra sogni di libertà e il paradosso delle multe
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Il camper non è più soltanto un mezzo per vacanze “alternative”: in Italia sta diventando un vero fenomeno economico e turistico. I numeri del 2025 raccontano un mercato in piena accelerazione, con tassi di crescita molto superiori alla media europea. Secondo i dati diffusi dall’Associazione Produttori Caravan e Camper, nel 2025 in Italia sono state registrate 7.936 nuove immatricolazioni di camper, con un aumento del 10,56% rispetto all’anno precedente. Un dato particolarmente significativo se confrontato con il mercato europeo: nel resto d’Europa le nuove registrazioni di camper sono cresciute appena dello 0,6 per cento.

I dati del settore

Il comparto italiano del turismo itinerante oggi vale circa 8,5 miliardi di euro e continua a crescere anche nel mercato dell’usato. Sempre secondo APC, i passaggi di proprietà dei camper di seconda mano sono aumentati del 6,05%, portando il totale delle compravendite tra nuovo e usato oltre quota 44mila nel solo 2025. A spingere il settore contribuiscono anche gli investimenti pubblici. Come racconta Avvenire, nel settembre 2025 il ministero del Turismo ha annunciato uno stanziamento da oltre 25,7 milioni di euro per realizzare o riqualificare aree di sosta camper in 170 Comuni italiani, con la creazione di oltre 4.400 nuove piazzole. Secondo le stime ufficiali, questi interventi potrebbero generare ricavi annuali per 267 milioni di euro e un impatto economico complessivo superiore ai 373 milioni nel lungo periodo.

La trasformazione del turismo

Dietro la crescita c’è anche una trasformazione culturale del turismo. Dopo la pandemia il viaggio “on the road” ha consolidato la sua popolarità, grazie alla possibilità di spostarsi in autonomia, evitare strutture affollate e raggiungere località meno battute. Non a caso il caravanning europeo continua a mantenersi sopra quota 200mila nuove immatricolazioni annue: nel 2025 in Europa sono stati registrati oltre 215mila veicoli ricreazionali tra camper e caravan.

La moda dei van “camperizzati”

Accanto ai camper tradizionali sta crescendo anche il fenomeno dei van “camperizzati”, cioè furgoni trasformati in mini case mobili. Una tendenza esplosa soprattutto tra i più giovani e tra chi cerca mezzi più compatti, economici e facili da guidare rispetto ai classici motorhome. Sui social network – da YouTube a TikTok – si moltiplicano i video di persone che documentano la trasformazione fai-da-te di vecchi furgoni in van attrezzati con letto, cucina e piccoli impianti autonomi.

@lostandfoundtravelling VAN TOUR del furgone camperizzato dei @Viajando nuestra vida #vantour #furgonicamperizzati #vanconversion #campervanconversion #imparacontiktok #camperizzare #homeonwheels #vanbuild ♬ My House (Challenge Version) – Flo Rida

Il fenomeno, però, non è solo “artigianale”. Sempre più case automobilistiche e aziende specializzate propongono versioni già allestite di van compatti, spesso basate su modelli commerciali come Fiat Ducato, Volkswagen California o Mercedes-Benz Marco Polo.

Dove si va in camper?

Ma dove vanno gli italiani che viaggiano in camper? Secondo i dati diffusi da APC e da ENIT (Agenzia nazionale del turismo), le mete più richieste restano le località di mare – soprattutto Toscana, Puglia, Sicilia e Sardegna – ma cresce molto anche il turismo “slow” verso borghi, laghi, itinerari enogastronomici e aree montane. In forte aumento pure i viaggi brevi nei weekend, favoriti dalla possibilità di muoversi senza prenotazioni rigide e con costi più prevedibili rispetto agli hotel tradizionali.

Il paradosso del divieto di campeggio libero

C’è però un paradosso tutto italiano che molti camperisti conoscono bene: mentre il settore cresce rapidamente, il cosiddetto “campeggio libero” in gran parte del Paese è vietato o fortemente limitato. La questione è più complessa di quanto sembri, perché la normativa distingue tra semplice “sosta” del camper e “campeggio”. L’articolo 185 del Codice della strada equipara infatti il camper a un normale veicolo: parcheggiare e perfino dormire all’interno del mezzo è consentito, purché il camper non occupi spazio aggiuntivo rispetto alla sua sagoma e non venga trasformato in una sorta di attendamento.

Il problema nasce quando entrano in gioco tavolini, sedie, tendalini aperti o soste prolungate: in quel caso molte Regioni e numerosi Comuni considerano la pratica “campeggio libero”, vietandola quasi ovunque al di fuori delle aree autorizzate. In altri Paesi come Svezia, Finlandia e Norvegia, invece, esiste il principio del “diritto di accesso alla natura”, che consente di sostare temporaneamente nella natura anche su terreni privati, purché si rispettino ambiente, distanze dalle abitazioni e limiti di tempo.

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