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Garlasco, Stefania Cappa: «Ecco cosa mi ha detto Chiara sui video con Stasi». I dubbi di Marco Poggi dopo gli audio dell’amico Sempio

10 Maggio 2026 - 12:06 Cecilia Dardana
garlasco chiara poggi stefania cappa
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Il fratello di Chiara Poggi, dopo anni di difesa dell'amico d’infanzia Andrea Sempio, inizia a vacillare di fronte alle intercettazioni e definisce «surreale» il fatto che Sempio parlasse da solo di chiamate e video legati a Chiara
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«Me ne aveva parlato. Ricordo un Natale nel corso del quale Chiara mi portò in camera sua per farmi vedere un regalo da parte di Alberto, un completino. Poi anche nei mesi dopo mi parlò dei video fatti». È il racconto di Stefania Cappa, una delle cugine di Chiara Poggi, ai carabinieri durante l’ultimo interrogatorio a cui si è sottoposta, come anche la sorella Paola e il cugino Marco. A 19 anni dal delitto di Garlasco, le deposizioni delle gemelle Cappa e del fratello della vittima, Marco, spostano l’attenzione su quel presunto movente che oggi agita la Procura di Pavia: l’esistenza di filmati intimi e l’ossessione che avrebbero scatenato in Andrea Sempio.

Il racconto delle gemelle Cappa

Sentita come persona informata sui fatti, Stefania Cappa — oggi avvocata — ha ricostruito i giorni precedenti all’omicidio e ha raccontato che contrariamente a quanto ipotizzato in passato, sapeva dei video girati con Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della cugina. Chiara, spiega Stefania, ne parlava «in maniera molto serena e semplice». Non c’era vergogna, ma la confidenza di una ragazza innamorata che ai video univa il racconto di regali e progetti: «Io quel periodo passavo circa un’oretta, o un’oretta e mezza, qualche pomeriggio durante la settimana a casa di Chiara. Le raccontavo i miei sogni, progetti e lei faceva lo stesso». Diversa la testimonianza della sorella gemella, Paola Cappa, che ammette di non aver mai saputo nulla di quei filmati: «No. Questo mi fa supporre che si imbarazzasse a parlarne con me».

L’allarme e la reazione improvvisa di Chiara

Stefania ricorda poi un episodio avvenuto pochi giorni prima del delitto: il suono di un allarme e la reazione improvvisa di Chiara. «La vidi uscire di corsa in strada abbigliata com’era», racconta, descrivendo la cugina con una canottiera bianca, pantaloncini corti e infradito. Abbigliamento simile a quello che indossava il giorno in cui fu uccisa. Chiara era «molto spaventata», quasi cercasse una minaccia invisibile fuori dalla porta di casa.

I dubbi di Marco sull’amico Andrea Sempio

Se le cugine offrono uno spaccato della vita privata di Chiara, Marco Poggi deve invece fare i conti con i suoi ricordi di adolescente e con i soliloqui dell’amico Andrea Sempio, intercettato mentre farnetica di chiamate e di un video oggi al centro dell’attenzione degli inquirenti. Sempio, nell’audio carpito mentre era da solo nella sua auto, diceva che «lei nel video sembrava proprio… si è spostata», confermando di fatto di averlo visto. Davanti ai magistrati, Marco, che per anni ha difeso l’amico d’infanzia, ora vacilla e definisce tutto «surreale». Pur ribadendo di non aver mai mostrato video intimi della sorella agli amici, apre a una possibilità che prima riteneva impensabile: «Io l’unica cosa che posso dirvi è che io non ho visto il video e non l’ho fatto vedere ai miei amici… Può essere successo che io mi sia allontanato un paio di minuti». Per prendere da bere o per andare in bagno. Anche se nega di avere ricordi in tal senso.

L’ipotesi del furto della chiavetta USB

È un’ipotesi che prende corpo quando i pm gli leggono le intercettazioni di Sempio. Marco prova a darsi una spiegazione razionale a quello che definisce un incubo: «Se la devo dare, l’unica plausibile seppure assurda, visto che nell’intercettazione si parla di una chiavetta, è che Sempio ha preso una penna Usb che c’era in camera di Chiara e se l’è portata a casa». Un sospetto che fa male: «Mi sembra folle perché non penso che un mio amico viene a casa e mi ruba qualcosa», eppure al momento sembra l’unico modo per spiegare come Sempio potesse essere in possesso di quel materiale.

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