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Garlasco, l’intercettazione del padre di Sempio: «Il pm Venditti mi disse “finirà presto”». I sospetti sull’indagine sul figlio Andrea archiviata nel 2017

09 Maggio 2026 - 13:17 Cecilia Dardana
giuseppe sempio mario venditti
giuseppe sempio mario venditti
L'audio catturato a marzo 2025, prima dell'esplosione dell'inchiesta bresciana per corruzione. Giuseppe Sempio racconta alla cronista il suo colloquio con l'allora procuratore di Pavia sulla posizione del figlio Andrea
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C’è un’intercettazione ambientale di Giuseppe Sempio, padre di Andrea, accusato di omicidio volontario aggravato nei confronti di Chiara Poggi, che rivela un retroscena sui suoi contatti con l’ex procuratore di Pavia, Mario Venditti, oggi indagato in due filoni d’inchiesta – uno appunto su Garlasco e l’altro sul cosiddetto «sistema Pavia». L’audio, contenuto in nell’informativa dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano e risalente al 17 marzo 2025, immortala Sempio senior in macchina mentre parla con una cronista. Mancano circa due mesi all’esplosione dell’inchiesta bresciana per corruzione in atti giudiziari a carico di Venditti e del padre di Andrea, incentrata sulla gestione delle indagini del 2016-2017 sul delitto di Garlasco.

«Questa cosa finirà presto»

La registrazione risale al 17 marzo 2025, circa due mesi prima che scattassero le perquisizioni per l’inchiesta bresciana che ipotizza il reato di corruzione in atti giudiziari. Secondo questa inchiesta, l’ex procuratore di Pavia, Mario Venditti, avrebbre preso dei soldi da Giuseppe Sempio per archiviare due indagini a carico del figlio dell’uomo. Il padre di Andrea, parlando con una giornalista, descrive l’atteggiamento del magistrato durante un colloquio relativo all’indagine del 2016-2017: «C’è uno solo guardi (…) Venditti… che dopo che ci ha ascoltato, io ero là, mi ha detto (…) ha fatto tutte le domande, ho risposto, e poi mi dice “questa cosa finirà presto, perché no c’è niente“». Si tratta, scrivono i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, di un «dato che successivamente sarà dibattuto e oggetto di ulteriori valutazioni fino ad arrivare al più volte citato procedimento penale bresciano».

Il bigliettino e i sospetti sull’indagine del 2016-2017

Quelle parole, spiegano ancora, sono di «due mesi prima che nel corso della perquisizione venisse trovata la documentazione», ossia quell’ormai noto appunto in cui Giuseppe Sempio aveva scritto «Venditti gip archivia x 20-30 Euro». Tra l’altro, anche nell’intercettazione il padre di Andrea riferendosi a Venditti dice «che era il gip che c’era a Pavia» e gli investigatori annotano che anche in questo caso «nel tono colloquiale e spontaneo con la giornalista» fa «confusione e sovrappone la figura dell’allora procuratore aggiunto» a quella del gip, «esattamente come riportato dai suoi manoscritti».

L’inchiesta di Brescia

Stando all’inchiesta bresciana, in cui sono confluiti anche atti del procedimento pavese e viceversa, la famiglia Sempio avrebbe versato circa 50-60mila euro per ottenere l’archiviazione della prima indagine (comunque decisa da un gip su richiesta della Procura), che, sempre secondo gli inquirenti, sarebbe durata solo pochi mesi e sarebbe stata caratterizzata da tantissime «anomalie» e contatti «opachi». Sotto la lente dei magistrati bresciani ci sono proprio l’ex procuratore Venditti e il padre di Sempio: l’accusa è che la pratica del 2016-2017 sia stata pilotata per favorire l’allora indagato.