Ultime notizie Crisi Usa - IranDelitto di Garlasco
ATTUALITÀAndrea SempioChiara PoggiDelitto di GarlascoInchiesteLombardiaOmicidiPavia

Sempio e il nuovo audio sul sangue in casa Poggi: «Quando sono andato io…». Le frasi su Stasi e la versione dei carabinieri

08 Maggio 2026 - 11:44 Giovanni Ruggiero
Andrea Sempio
Andrea Sempio
Nell'informativa dei carabinieri, il 38enne viene intercettato nella sua auto un mese dopo il soliloquio in cui diceva di aver visto i video intimi della vittima e Alberto Stasi. Il lungo monologo e l'interpretazione degli inquirenti
Google Preferred Site

Una seconda intercettazione ambientale sembra rafforzare il quadro accusatorio attorno ad Andrea Sempio, indagato dalla procura di Pavia per l’omicidio di Chiara Poggi. L’audio, captato dalla cimice degli inquirenti il 12 maggio 2025 mentre il 38enne si trovava da solo nella sua Panda, è contenuto in un’informativa del Nucleo investigativo dei carabinieri di Milano (squadra Omicidi) depositata agli atti e ora ricostruita dal Corriere della Sera. Secondo gli inquirenti, Sempio avrebbe ragionato ad alta voce sulla «presenza del sangue in casa Poggi in relazione agli elementi a carico (o meno) di Stasi».

Cosa dice Sempio nell’audio del 12 maggio 2025

È un flusso frammentato e a tratti confuso quello che sussurra Sempio alle 10.30 del mattino, mentre è in auto. Lui ipotizza scenari sulla perizia che descriveva il sangue come «secco» e quindi incapace di rilasciare gocce, e ricostruisce la posizione delle tracce sulla destra della scena. Poi arriva il passaggio che gli investigatori considerano centrale: «Quando sono andato io… il sangue c’era», seguito dall’osservazione che Alberto Stasi, «debitamente inconsapevole – dice Sempio – cioè lui non se n’è reso conto ma… senza accorgersene ha evitato le macchie». Una sequenza in cui Sempio sembra mettere in fila prove, consulenze e linee difensive:

«Pensa allora a sto punto uno prende la perizia che dice che il sangue era secco e non rilascia le gocce, ma quella è la versione che usano per inc… perché ancor prima han detto… loro han detto che l’hanno inc… sulla destra, han inc… il sangue, ed hanno inc… proprio sulla destra per stare attento… perché c’era il sangue, e gli han detto “no…”. Lui (sta parlando di Stasi, ndr) dice di non aver inc… con i piedi…”eh va beh ma allora non c’era tutto quel sangue” e allora non c’era tutto quel sangue e va beh allora non c’era tutto quel…quando sono andato io… (compatibile con “quando sono andato via” – la nota è dei carabinieri) il sangue c’era…” e allora… debitamente inconsapevole, cioè lui (Stasi) non se n’è reso conto ma… senza accorgersene ha evitato le macchie… e allora… del tutto inconsapevole… lui senza accorgersi ha evitato le macchie… ha evitato le macchie”…e gli han detto “no stronzata… stronzata…” e allora “era d’estate ma era secco…” va beh questo ci può stare… e da li stanno cavalcando l’idea che il sangue fosse secco…

I precedenti soliloqui di Andrea Sempio in auto

Appena un mese prima, Il 14 aprile, gli inquirenti avevano registrato un’altra conversazione in cui Sempio, imitando una voce femminile, riproduceva le risposte attribuite a Chiara Poggi e accennava ai video intimi della giovane con Stasi. Secondo gli inquirenti, si tratterebbe della sostanziale ammissione di aver visto i video intimi della vittima. La stessa che lo avrebbe respinto, dopo un tentativo di approccio sessuale. Circostanza che darebbe ancor più corpo all’ipotesi del procura sul movente sessuale dietro l’omicidio. I suoi difensori avevano liquidato quell’episodio come una «scimmiottatura» di contenuti sentiti in tv o in podcast. Gli inquirenti la leggono diversamente e parlano di un’abitudine consolidata: già nel 2017, sempre in macchina, Sempio avrebbe accennato alla presunta corruzione con i carabinieri di Pavia, vicenda oggi al centro di un fascicolo aperto dalla procura di Brescia.

Come i carabinieri interpretano l’audio di Sempio sul sangue

Per gli investigatori del Nucleo investigativo di Milano il punto chiave è proprio quel «quando sono andato io», che andrebbe letto come «quando sono andato via io». Una formulazione che, abbinata alla constatazione che «il sangue c’era», contraddice la versione di Stasi, unico condannato in via definitiva a 16 anni, da sempre convinto di aver evitato le macchie di sangue quando entrò nella villa, anche perché ormai secche.

leggi anche