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«L’audio di Sempio? Lui braccato: perché non è una confessione», il soccorso dell’avvocato di Marco Poggi all’amico indagato: l’attacco ai pm – Il video

07 Maggio 2026 - 13:50 Giovanni Ruggiero
Andrea Sempio sarebbe stato «braccato e intercettato come Jim Carrey nel Truman Show» denuncia l'avvocato Francesco Compagna, che assiste il fratello di Chiara Poggi nelle nuove indagini sul delitto di Garlasco. La linea della famiglia in difesa del 38enne che all'epoca dell'omicidio frequentava la villa di famiglia in via Pascoli
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Il fratello di Chiara Poggi continua a schierarsi al fianco dell’amico storico Andrea Sempio senza il minimo ripensamento. Per tutta la durata dell’interrogatorio sulle nuove indagini per il delitto di Garlasco, la linea di Marco Poggi, è portata avanti ancora oggi dal suo legale Francesco Compagna nonostante e forse soprattutto dopo la diffusione da parte del TG1 dell’audio di Sempio in auto. In quel monologo, il commesso 38enne ad aprile 2025, quando già sapeva di essere indagato per l’omcidio di Chiara Poggi, avrebbe ammesso di aver ricevuto un rifiuto dalla ragazza dopo un tentativo di approccio. La linea del fratello della vittima e del suo avvocato è rimasta una sola, coerente con il resto della famiglia: l’amico che all’epoca frequentava la villetta di famiglia non c’entra nulla con la morte della sorella.

Cosa dice l’avvocato Compagna sull’audio di Sempio

In un video diffuso dall’Ansa, l’avvocato Compagna, che assieme al collega Gian Luigi Tizzoni assiste la famiglia Poggi, parla di una semplice «suggestione mediatica». «Non è certo con delle suggestioni mediatiche che si può modificare la realtà dei fatti», afferma il legale, richiamando il precedente caso dell’impronta rossa attribuita a Sempio e poi rivelatasi né insanguinata né riconducibile al 38enne. Sui soliloqui registrati un anno fa, mentre l’indagato ascoltava trasmissioni e podcast: «Tutto mi pare fuorché un dato confessorio», insiste Compagna.

Il paragone con il Truman Show e la condanna di Stasi

Compagna rilancia la difesa di Sempio chiamando in causa Jim Carrey: «Parliamo di un ragazzo che viene braccato e intercettato come Jim Carrey nel famoso The Truman Show». Per l’avvocato gli elementi che hanno portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi restano impossibili da riscrivere, dal falso ritrovamento del corpo sotto le scale all’occultamento della bici nera da donna vista da due testimoni quella mattina, dallo spostamento dei pedali col Dna su un’altra bici alle Frau 42, fino alle impronte sul dispenser del lavandino: «Tutto ciò che si doveva accertare è già stato accertato».

I difensori di Sempio al lavoro per smontare l’audio

Gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia si sono riuniti già dalla mattinata di oggi per recuperare il materiale audio del podcast che, secondo la loro tesi, il 38enne stava ascoltando il 14 aprile 2025, quando una microspia ha registrato in macchina le sue frasi sconnesse. La trasmissione parlava proprio del delitto di Garlasco. La linea difensiva da subito è stata quella di attribuire quelle parole solo a riflessioni estemporanee e confuse nate dall’ascolto del podcast, non un’autoaccusa sul movente dell’omicidio di Chiara Poggi.

L’ipotesi della Procura e la replica di Sempio

Per la Procura di Pavia e per i carabinieri di Milano la lettura è ovviamente opposta. In quelle intercettazioni Sempio avrebbe ammesso di aver visto i video intimi di Chiara e Alberto Stasi e di averla contattata nei giorni precedenti l’omicidio per un approccio respinto con un secco «non ci voglio parlare con te». Il commesso continua però a proclamarsi innocente, negando ogni rapporto o frequentazione con la 26enne e di aver mai visto quelle immagini. Le trascrizioni, sostiene la difesa, sono piene di passaggi marcati come «non comprensibile». Per gli inquirenti, invece, sono un tassello che si somma al Dna sulle unghie della vittima, alla traccia palmare 33 e al presunto falso alibi dello scontrino.