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Garlasco, il Tg1: «Sempio, intercettato, ammette di aver visto il video tra Chiara Poggi e Alberto». E imita la vittima: «Non ci voglio parlare con te»

06 Maggio 2026 - 20:23 Alba Romano
sempio intercettato
sempio intercettato
Secondo un servizio del Tg1 il 38enne è stato intercettato poche settimane dopo aver ricevuto l'avviso di garanzia. Durante l’interrogatorio odierno, durato circa quattro ore, gli inquirenti hanno illustrato all’indagato - che si è avvalso della facoltà di non rispondere - gli elementi d'accusa a suo carico
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Secondo quanto riporta il Tg1 il 14 aprile 2025 Andrea Sempio è stato intercettato in auto. Parlando da solo, ammette di aver visto il video intimo di Chiara Poggi e Alberto Stasi, video forse conservato in una pen drive. Dice di averla chiamata prima dell’omicidio. Imita la voce di Chiara, che si sarebbe rifiutata di parlargli. Secondo l’intercettazione, anticipata in un’esclusiva del Tg1, la giovane gli avrebbe risposto: «Non ci voglio parlare con te», riattaccando subito dopo. Secondo quanto riporta la Rai quando Sempio fu intercettato la notizia di questi video era ancora poco nota. E su questo aspetto puntano gli inquirenti. Il video in questione sarebbe stato contenuto in una cartella nominata “Albert”, nel pc a cui aveva accesso la giovane e il fratello di lei, Marco Poggi. Cartella che Chiara, notando accessi anomali decise di secretare con una password. Alcuni video, spiegano fonti inquirenti al Tg1, sono stati salvati su una pen drive. 

Potrebbe esser una svolta decisiva sul caso, l’anticipazione del servizio del Tg1, andato in onda stasera alle 20. La notizia è stata diffusa oggi, mercoledì 6 maggio, quando Sempio si è presentato in procura a Pavia, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere, come annunciato ieri dai suoi legali, lasciando gli uffici dopo circa quattro ore. Sempre oggi è stato ascoltato anche Marco Poggi, fratello della vittima, che avrebbe preso le difese di Sempio dichiarando di non aver mai visto insieme al 38enne i video intimi della sorella con l’allora fidanzato, Alberto Stasi.

L’interrogatorio di Sempio durato 4 ore

L’interrogatorio, anche se Sempio, difeso dai legali Liborio Cataliotti e Angela Taccia, ha scelto il silenzio, è durato a lungo, perché i pm – prima che il 38enne decidesse di avvalersi della facoltà di non rispondere – hanno elencato all’indagato gli elementi d’accusa per l’imputazione di «omicidio volontario aggravato» nell’inchiesta dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano. Tra questi elementi, da quanto si è saputo, ci sono quelli in gran parte già venuti a galla mano a mano nel corso delle indagini, tra cui appunto il Dna, che è stato al centro del maxi incidente probatorio genetico, l’impronta 33 (secondo una consulenza dei pm sarebbe di Sempio), la vicenda dello scontrino del parcheggio di Vigevano che, per l’accusa, sarebbe un falso alibi. In più ancora diversi aspetti emersi dalle consulenze, tra cui anche quella medico legale di Cattaneo, che sposterebbe l’orario della morte e scagionerebbe Stasi. E la relazione del Racis dei carabinieri sul profilo psicologico del 38enne.

Gli audio «trascritti male» nella vecchia inchiesta

Già nella vecchia inchiesta, quella a carico di Sempio archiviata nel 2017, c’erano una sfilza di intercettazioni ambientali, captate nell’auto. Ascolti che, tra l’altro, secondo la nuova inchiesta pavese, erano state in parte trascritte male nelle indagini che erano coordinate dall’allora procuratore Mario Venditti (indagato a Brescia per corruzione in atti giudiziari assieme al padre di Sempio). Stando a quanto riferito, oltre a questi audio venuti a galla nel tempo e anche di recente, gli inquirenti avrebbero messo oggi sul tavolo le intercettazioni inedite. Al termine dell’interrogatorio gli inquirenti hanno fatto presente anche che l’inchiesta, allo stato, non è ancora chiusa.

I legali di Sempio: «Può spiegare le intercettazioni»

«Dico fin da subito che il mio cliente ritiene di essere in grado di spiegare quelle captazioni e non solo, ovviamente, una volta che le avesse ascoltate e contestualizzate e una volta fatto appello alla propria memoria». A dirlo è il legale di Sempio, l’avvocato Liborio Cataliotti, commentando alla trasmissione Dentro la Notizia, su Canale5, l’intercettazione del suo cliente. «Una cosa non mi torna ed è di una banalità sconcertante…», riflette il difensore. «Sempio era già stato indagato e lo sapeva, era già stato intercettato e lo sapeva, stava affrontando una nuova indagine e ugualmente lo sapeva. Si vuole che abbia aver reso, fra sé e sé, una confessione nella consapevolezza che quel tipo di captazione (già praticata) potesse esserlo ancora…a me sembra molto strano. La voglio sentire (l’intercettazione, ndr) e contestualizzare. Ma che mi suona strano mi permetto di dirlo…», conclude il legale. Più tardi Angela Taccia, collega di Cataliotti, ha sostenuto che il soliloquio fosse un commento alle indiscrezioni di una nota trasmissione televisiva.

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