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Garlasco, la famiglia Poggi e i tentativi di «bloccare le indagini su Sempio». Le tattiche per intimidire gli inquirenti e le parole del figlio Marco

09 Maggio 2026 - 16:45 Cecilia Dardana
Famiglia Poggi
Famiglia Poggi
Negli atti spuntano intercettazioni definite «inquietanti» dagli investigatori: i familiari di Chiara Poggi avrebbero discusso tattiche per intimidire i pm di Pavia. Cosa c'è nell'informativa dei carabinieri
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L’informativa finale dei carabinieri sulla vicenda di Garlasco delinea uno scenario che gli investigatori non esitano a definire pesante. Al centro ci sono le reazioni della famiglia Poggi alla riapertura delle indagini su Andrea Sempio, il nuovo sospettato per il delitto di Chiara Poggi. Secondo i militari, dalle carte emergono «elementi inquietanti, laddove i Poggi fanno riferimento a tattiche di contrasto discusse con i propri legali al fine di intimidire gli inquirenti: ben al di là quindi di una legittima non condivisione della linea dell’autorità giudiziaria procedente». L’obiettivo della famiglia Poggi, secondo la ricostruzione contenuta nell’informativa, sarebbe stato quello di congelare l’inchiesta su Sempio, difendendo di fatto la verità giudiziaria che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi, l’allora fidanzato della vittima in carcere per il delitto dal 2015, nonostante i nuovi elementi emersi nell’ultimo anno.

L’intercettazione sul «modo per bloccare le indagini»

Il documento cita una conversazione intercettata il 14 maggio 2025, circa un mese dopo la ripresa degli accertamenti su Sempio. In quell’occasione, scrivono gli inquirenti, «la preoccupazione della famiglia dei Poggi è quella di trovare un modo per bloccare le indagini». Un atteggiamento che sarebbe andato oltre la semplice critica processuale per trasformarsi in una ricerca attiva di interventi esterni che potessero fermare l’attività della Procura di Pavia.

Le parole di Marco Poggi

A dare voce a questa insofferenza è per primo Marco Poggi, fratello di Chiara, che durante l’intercettazione auspica un intervento «esterno» per troncare le iniziative dei magistrati pavesi: «Se non interviene nessun altro… che è al di fuori di questa procura, questi andranno avanti fino a che…». Una posizione condivisa dal padre, Giuseppe Poggi, che risponde al figlio svelando che i legali di famiglia si erano già mossi in tal senso depositando una segnalazione alla Procura Generale di Milano: «Se non interviene la procura generale di Milano a dargli…».

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