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Alberto Stasi ora vuole vedere gli atti, la reazione agli audio di Sempio e la notte fuori dal carcere. L’avvocata Bocellari: «Cosa l’ha colpito di più»

09 Maggio 2026 - 11:57 Cecilia Dardana
alberto stasi
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Dopo anni di silenzio e distacco dalle vicende giudiziarie, l'ex bocconiano condannato per l'omicidio di Chiara Poggi ha deciso di analizzare i nuovi atti sulla posizione di Andrea Sempio. L'avvocata Bocellari: «Se nel 2007 avessero guardato l'impronta 33, sarebbero bastate due minuzie per escluderlo»
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Alberto Stasi ha deciso di studiare i nuovi documenti della Procura di Pavia su Andrea Sempio. Per anni, l’ex studente della Bocconi oggi condannato a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, a Garlasco, ha scelto la via del distacco totale: non leggere nulla, non ascoltare nulla, quasi a voler proteggere la propria tenuta mentale dall’assedio di un caso che non ha mai smesso di far discutere. Ma le nuove carte depositate dalla Procura di Pavia su Andrea Sempio hanno riacceso l’attenzione di Stasi, che ora punta a una possibile revisione del processo. Oggi Stasi incontrerà la sua legale, Giada Bocellari, per analizzare nel dettaglio il fascicolo che precede la richiesta di rinvio a giudizio per Sempio. Un fascicolo che contiene elementi che potrebbero riscrivere la sua storia: dai soliloqui di Sempio intercettato in auto fino alla rilettura dell’orario del delitto fatta dai Carabinieri di Milano. «Gli porterò gli atti (questa mattina, ndr), li leggeremo insieme e cercheremo di contestualizzarli. Per il momento la cosa che più l’ha colpito è l’intercettazione ambientale in macchina nella quale Sempio parla dei video intimi che avrebbe visto sul suo computer», ha spiegato l’avvocata Bocellari. Che ha poi aggiunto: «La nostra intenzione è quella di accelerare il più possibile per presentare l’istanza di revisione» del processo.

La vita in semilibertà di Stasi

Stasi, che sta scontando i 16 anni di reclusione a cui è stato condannato in via definitiva nel 2015, sta vivendo questa nuova fase in un regime di semilibertà: di giorno lavora, la notte torna in carcere. Ieri tuttavia, ha trascorso la notte in un appartamento in affitto. A chi si chiede come abbia potuto accettare la detenzione con apparente rassegnazione, la difesa risponde descrivendo una strategia di sopravvivenza psicologica. «È l’accettazione di una persona che ha sofferto tantissimo e sa purtroppo che molte cose non dipendono da lui, che i processi sono cose complesse e che non bisogna dare mai nulla per scontato, avendo lui preso tante bastonate», chiarisce Bocellari. «Difficilmente si fa delle facili illusioni e questo anche per salvaguardare la sua tenuta psicofisica perché se non avesse fatto così probabilmente non sarebbe neppure più fra noi. Nell’ultimo anno la sua autodifesa è stata l’isolamento, le sole informazioni che ha avuto sono quelle che gli ho filtrato io. Ora è un po’ diverso, ci sono i documenti e anche lui li vuole vedere».

I punti a favore di Stasi

Secondo la difesa, ci sarebbero diversi punti a favore di Stasi nell’informativa del Comando provinciale di Milano: un nuovo intervallo orario per la morte di Chiara (compatibile con l’alibi di Alberto), le analisi del Ris che confermerebbero il suo ruolo di scopritore del corpo e una spiegazione tecnica sull’assenza di sangue sotto le sue scarpe. Il punto focale restano però le vecchie indagini. Dice l’avvocata: «E pensare che se nel 2007 ci avessero detto che l’impronta 33 era quella dell’assassino, per escludere Stasi sarebbero bastate due minuzie».

Il nodo Sempio e il muro dei Poggi

Nonostante le nuove intercettazioni in cui Sempio, parlando da solo, sembra lasciarsi andare a frasi compromettenti («quando sono andato io, il sangue c’era»), la prudenza resta massima. «Detta così sembrano confessorie ma bisogna contestualizzare la frase e ascoltare gli audio», frena Bocellari. Resta poi il fronte dei familiari di Chiara Poggi, che non hanno mai smesso di ritenere Stasi l’unico colpevole. Una posizione che l’avvocata di Alberto riceve senza sorpresa: «Per quanto riguarda i Poggi non è una sorpresa: hanno sempre manifestato in modo chiaro il loro pensiero. Per loro l’assassino è Alberto, l’hanno detto e ripetuto molte volte».

Difesa Stasi: «Acceleriamo il più possibile su richiesta revisione»

Dato il quadro che viene fuori dall’inchiesta, appena chiusa, a carico di Andrea Sempio «la nostra intenzione è quella di accelerare il più possibile per presentare l’istanza di revisione» del processo. Lo spiega l’avvocata Giada Bocellari, che assiste il 42enne assieme al collega Antonio De Rensis. Al momento, ha chiarito, «non è possibile prevedere una tempistica». Non sarà brevissima, non sarà entro fine mese, perché è necessario «leggere e studiare tutti gli atti e poi scrivere la richiesta».

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