Garlasco, perché Andrea Sempio non risponderà ai pm: le motivazioni dietro la strategia della difesa e la consulenza personologica

Andrea Sempio, convocato domani 6 maggio in procura, non risponderà ai magistrati di Pavia. Il 38enne, unico indagato per omicidio volontario aggravato nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, si avvarrà della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio fissato dai pm. Lo hanno annunciato i suoi legali, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, spiegando che la decisione «ha una doppia motivazione». Gli avvocati di Sempio hanno anche aggiunto di aver conferito l’incarico ad uno psicoterapeuta di redigere una consulenza personologica sul giovane per delineare il suo profilo. Presupposto ritenuto «opportuno» prima di una eventuale sottoposizione di Sempio all’interrogatorio. Intanto la procura si avvia verso la chiusura delle indagini. Un passaggio che interessa anche Alberto Stasi, condannato a 16 anni nel 2015 per l’omicidio dell’allora fidanzata Chiara Poggi, che così avrà a disposizione tutti gli atti dell’inchiesta su Sempio. Carte utili per una richiesta di revisione del processo degli stessi difensori dell’ex bocconiano, che era già parte interessata del maxi incidente probatorio genetico e sulle impronte.
Perché Sempio non risponderà ai pm
Ma cosa ha spinto il pool difensivo di Sempio ad adottare la strategia del silenzio? La scelta di non parlare davanti ai magistrati nasce in primis dal fatto che «le indagini non sono chiuse e che dunque il quadro probatorio con il quale confrontarsi in sede di interrogatorio non è completo». Gli avvocati sottolineano inoltre che «il fascicolo» dell’inchiesta «oltre che incompleto non è ancora» stato messo interamente a disposizione della difesa per consentire a Sempio di conoscere tutti gli elementi raccolti e potersi difendere adeguatamente.
La consulenza personologica
Parallelamente, la difesa ha deciso di puntare su un accertamento clinico: «Proprio ieri, all’esito della riunione, abbiamo conferito incarico ad uno psicoterapeuta di redigere una consulenza personologica sul nostro assistito», spiega Liborio Cataliotti. Sempio verrà sottoposto ai «canonici test usualmente utilizzati (anziché ricorrere ai frammentari dati documentali del fascicolo)», essendo questi «presupposti ritenuti dal pool» opportuni prima di un eventuale esame. Dopo aver annunciato la decisione presa sulla strategia difensiva del silenzio, Cataliotti ha anche fatto sapere che si riserveranno di chiedere eventualmente ai pm di riconvocare Sempio solo dopo l’esito di tale consulenza.
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Gli atti a disposizione di Alberto Stasi
La chiusura di questo filone d’indagine, che prosegue da oltre un anno, avrà ripercussioni immediate anche sulla posizione di Alberto Stasi, che sta finendo di scontare la sua condanna nel carcere di Bollate. La Procura di Pavia, una volta depositati tutti gli atti, metterà infatti quelle carte a disposizione anche dei legali dell’ex bocconiano. Si tratta di materiale ritenuto «utile per una richiesta di revisione del processo» da parte della difesa di Stasi. Sebbene dalla Procura generale di Milano non sia atteso il deposito dei documenti entro questa settimana, l’istanza di revisione alla Corte d’Appello di Brescia appare ormai certa al termine dello studio delle nuove risultanze investigative. Spetterà poi alla Procura generale decidere se associarsi alla richiesta o limitarsi a un parere scritto, prima che la parola passi, per l’ultimo grado di giudizio sulla revisione, alla Cassazione.
