Garlasco, la procura di Pavia pronta a chiedere una revisione del processo per Alberto Stasi. A breve chiusura delle indagini su Andrea Sempio

La procura di Pavia sta per chiedere una revisione del processo su Alberto Stasi. Si è tenuto oggi un incontro tra la Procuratrice Generale di Milano, Francesca Nanni, e l’avvocato generale Lucilla Tontodonati con il procuratore, Fabio Napoleone, in merito alla richiesta del giovane condannato a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi. Lo ha confermato la stessa Pg. «Nelle prossime settimane – ha dichiarato Nanni – arriverà una informazione dalla procura di Pavia su quanto è stato fatto», con la relativa documentazione. «Noi studieremo i documenti e valuteremo se chiedere ulteriori atti per presentare una eventuale richiesta di revisione a Brescia».
Gli inquirenti, secondo quanto trapela, chiederanno un nuovo processo per l’omicidio di Chiara Poggi. Il 41enne condannato per l’assassinio della fidanzata era considerato uno dei nomi possibili per l’omicidio “in concorso” contestato a Sempio. Ma l’orario del decesso lo scagiona. Perché, è il ragionamento dei pm guidati da Fabio Napoleoni, la nuova perizia sposta l’ora della morte della vittima. In una finestra temporale in cui Stasi era al pc e lavorava alla tesi.
La chiusura indagini su Garlasco
Il quadro riaprirebbe la strada per una richiesta di revisione della condanna di Stasi. Che, spiegano oggi il Corriere e la Repubblica, partirebbe proprio da Pavia. Dove non credono a nessuna delle “piste alternative” emerse in questi anni e tornate in auge subito dopo l’avviso di garanzia a Sempio. Nemmeno a quella di cui si è parlato ieri dopo la presentazione di un esposto alla procura di Milano. Secondo la consulenza medico-legale di Cristina Cattaneo l’ora del delitto è tra le 10.30 e le 12, con maggiore centratura tra le 11 e le 11.30. Mentre il professore Carlo Previderé porterà i risultati delle analisi delle tracce genetiche partendo dai dati grezzi consegnati dalla perita Denise Albani. Tra cui c’è il materiale biologico trovato sui pedali della bici di Stasi.
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I pedali della bici di Stasi
All’epoca era uno dei sette tasselli che hanno portato alla condanna. Ma c’è un problema. Il valore del campione sui pedali è risultato identico (ai decimali) a quello riscontrato sul cucchiaino usato dalla vittima per la colazione (reperto 29). Mentre l’analisi della Bpa e della scena del crimine avrebbero escluso l’uso del lavabo del bagno al piano terra da parte del killer. Approfondimenti anche su alcune impronte simili alle Lacoste che indossava Stasi quel giorno che smentirebbero la tesi dei giudici secondo cui l’ex fidanzato non sarebbe mai entrato in casa prima di telefonare alla polizia. Così invece si ammetterebbe che è stato lui a scoprire il corpo. L’aggiunto Stefano Civardi e le pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza dovranno anche valutare gli approfondimenti sull’impronta 33, quella attribuita a Sempio.
La coincidenza
La coincidenza della quantità di Dna rilevata sulla bici Umberto Dei e il valore del reperto 29 è ritenuta scientificamente quasi impossibile dalle fonti investigative. Così cadrebbe anche la tesi dello scambio di pedali tra quella bicicletta bordeaux e quella che si trovava nell’officina del padre di Alberto, Nicola Stasi.

