Garlasco, gli audio sulla “pista alternativa”: «È un depistaggio». Le presunte interferenze e pressioni sulle indagini per indirizzare l’inchiesta

Un esposto con più audio su un possibile depistaggio nella nuova inchiesta che ruota sull’omicidio di Chiara Poggi è stato depositato a Milano. Del materiale sonoro ne aveva parlato, in più occasioni, la criminologa Roberta Bruzzone ospite delle trasmissioni tv che parlano del caso Garlasco. Oggi lo studio legale Gasperini Fabrizi ha formalmente depositato all’attenzione della procura generale di Milano «i contenuti audio relativi a condotte suscettibili di assumere rilievo nell’ambito della nuova indagine175 sul delitto del 13 agosto 2007». In sostanza, nell’esposto, attraverso quegli audio di cui aveva parlato Bruzzone in tv raccontando di averli ascoltati, si paventerebbero interferenze e presunte pressioni per indirizzare la nuova inchiesta su più persone, tra cui lo stesso Sempio.
Le pressioni sulle indagini
«Il deposito è stato accompagnato da una articolata ricostruzione, finalizzata a contestualizzare il significato dei suddetti materiali e a definirne la possibile rilevanza». Gli audio fanno riferimento a conversazioni carpite quest’anno e si riferirebbero a una presunta pista alternativa che coinvolge più persone (tra cui Andrea Sempio, indagato per l’omicidio in concorso «con Alberto Stasi o più elementi ignoti» e uno scenario alternativo rispetto alla verità giudiziaria. Da quanto trapela in alcune registrazioni, una persona farebbe riferimento a presunte pressioni esercitate nel tentativo di deviare le indagini. L’esposto, di cui si è parlato online nelle ultime settimane, sarebbe stato depositato dalla famiglia Cappa.
L’eventuale divulgazione
Per evidenti «ragioni di tutela del segreto investigativo e nel pieno rispetto dell’attività dell’Autorità Giudiziaria procedente», spiegano i legali, «il contenuto degli audio e dell’esposto non potrà essere oggetto di divulgazione mediatica da parte di questo Studio ivi comprese formulazioni di ipotesi a riguardo». Nel comunicato, lo studio legale non chiarisce se l’esposto sia stato presentato a nome di qualche persona e di chi in particolare e contattato precisa che non si possono «rilasciare altre dichiarazioni».
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Cosa succede ora
L’esposto, da quanto si è saputo, è stato trasmesso alla Procura generale di Milano che ha poteri di vigilanza sulle attività delle Procure del distretto milanese, tra cui appunto quella pavese, che da oltre un anno sta coordinando la nuova inchiesta, di cui è attesa la chiusura nelle prossime settimane, a carico di Andrea Sempio, già indagato tra il 2016 e il 2017 e poi archiviato. In linea teorica, la Procura generale ha poteri di avocazione delle indagini, ma che vengono esercitati di solito se c’è una inerzia nell’indagare da parte degli uffici giudiziari delle Procure. Mentre se, sempre in linea teorica, da quanto riferito, venissero individuate ipotesi di reato nell’esposto, a quel punto la Procura generale milanese dovrebbe trasmetterlo alla Procura ordinaria competente territorialmente. Da quanto risulta, la Procura generale milanese non ha ancora preso visione dell’esposto di cui lo studio legale romano ha annunciato il deposito.

