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Carta d’identità, impossibile prendere appuntamento all’anagrafe. Così i cittadini rischiano di restare senza documento

21 Aprile 2026 - 14:04 Cecilia Dardana
Carta di identità cartacee non più valide dal 2026
Carta di identità cartacee non più valide dal 2026
Mentre si avvicina il termine ultimo per dire addio al vecchio documento cartaceo, ottenere un appuntamento è diventato un terno al lotto. Da Roma a Napoli, ecco la situazione nelle principali città italiane
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«La sede non offre al momento disponibilità alla prenotazione di appuntamenti per il rilascio della CIE mediante questo sistema». È questa la frase che sul portale prenotazionicie.interno.gov.it accoglie migliaia di cittadini italiani alle prese con il rifacimento della carta d’identità. Il 3 agosto 2026, infatti, dovremo dire addio definitivamente alle vecchie carte d’identità cartacee, che smetteranno di essere valide per effetto del Regolamento europeo 1157/2019. Tutti dovranno sostituirla, anche se la scadenza sul vecchio documento è posteriore a tale data. Ma ad oggi, tentare di mettersi in regola è piuttosto difficile. In molte città è praticamente impossibile prendere appuntamento, nei comuni limitrofi, più piccoli e con meno richieste, le prime disponibilità spesso sono dopo mesi, qualcuna addirittura l’anno prossimo. Open ha testato il sistema nelle principali città italiane (Roma, Milano, Torino, Firenze, Napoli, Bologna, Genova, Cagliari, Bari e Palermo) e il risultato è un bollettino di guerra della burocrazia.

Prenotare un appuntamento nella grandi città

Da Nord a Sud, la situazione è identica: una sfilza di «la sede non offre al momento disponibilità». A Milano è impossibile prenotare. Stesso scenario a Roma, dove il sistema invita a riprovare «in un secondo momento», perché «altri cittadini potrebbero cancellare il loro appuntamento nel frattempo». A Napoli, gli sportelli di Bagnoli, Fuorigrotta e Soccavo risultano non pervenuti. A Palermo qualche posto si trova, ma non prima di metà agosto, a Firenze i primi disponibili sono a novembre, cioè dopo il termine ultimo fissato dall’Europa. Niente da fare a Torino, Bologna, Genova, Bari e Cagliari.

La situazione nei piccoli comuni

In alcuni casi il paradosso raggiunge vette surreali. Se nei municipi delle grandi città trovare un buco è utopia, si può sempre guardare ai comuni limitrofi. Risultato? A Lariano la prima data utile è il 12 febbraio 2027. A Poli si scivola addirittura al 29 marzo 2027. Quasi un anno dopo la scadenza definitiva del documento cartaceo prevista per quest’estate. Anche i centri minori sono ormai saturi. Chi vive a Firenze si sente proporre Monteriggioni (a 45 km di distanza) per giugno, mentre chi è a Bologna vede apparire solo «disponibilità assente» in centri come Castenaso o Valsamoggia. Va un po’ meglio nei comuni vicini a Milano, dove qualche slot si trova già tra maggio e giugno, ma comunque a non meno di 20 km di distanza (e non nei più gettonati come San Giuliano Milanese, Monza, Busto Arsizio, Vimercate o Rovellasca).

I comuni che si gestiscono autonomamente

È anche vero che alcuni comuni, come quello di Milano, non utilizzano l’agenda di gestione messa a disposizione dal ministero, bensì agende gestite autonomamente. Si può procedere alla prenotazione direttamente sul sito del comune. E per chi non lo avesse ancora fatto, è probabile che il comune di Milano abbia già fissato autonomamente un appuntamento per la sostituzione della carta d’identità cartacea. Palazzo Marino ha infatti attivato una campagna specifica che «ha previsto l’invio di comunicazioni personalizzate alla cittadinanza con proposta di appuntamenti presso le sedi anagrafiche». Come il comune ha spiegato a Open, «alla data del 15 aprile è stato già sostituito il 33% dei documenti, pari a 27.360 carte di identità cartacee». Da questa settimana partirà poi una seconda campagna informativa rivolta ai cittadini ancora in possesso del documento cartaceo, che non hanno confermato l’appuntamento ricevuto. Con tutta probabilità la stessa cosa sta avvenendo anche in altri comuni, che si stanno organizzando per smaltire in maniera ottimale tutte le pratiche: a una dipendente di Open con residenza a Torino, infatti, è arrivata una comunicazione tramite l’app Io, con l’appuntamento per la sostituzione della carta già prenotato.

Cosa succede a chi ha smarrito i documenti

Paradossalmente, l’unico modo per battere il sistema è aver perso tutto. Presentarsi allo sportello con una denuncia di smarrimento permette infatti di bypassare il portale ministeriale, trasformando una sventura burocratica nell’unico lasciapassare per ottenere la carta d’identità in tempi umani. Per tutti gli altri vale il mantra che ministero e comuni vanno ripetendo: «Non recatevi agli sportelli, prenotate online». Un invito che suona come una beffa o come un terribile déjà-vu. Quello per il rinnovo del passaporto. Cambia il documento, ma la storia è sempre la stessa.

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