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Famiglia nel bosco, i giudici decidono sul ricongiungimento. Il «momento straziante» con la psicologa: «Così ho capito che i bambini non sono mai stati ascoltati davvero»

21 Aprile 2026 - 15:35 Olga Colombano
I genitori della famiglia del bosco
I genitori della famiglia del bosco
Negli atti depositati dai legali di Nathan Trevallion e Catherin Birmingam anche le relazioni degli esperti che hanno studiato le condizioni dei tre bambini, da marzo separati dalla madre. Quella volta che uno dei bambini confessò alla psicologa: «Voglio tornare a casa»

Potrebbe arrivare oggi 21 aprile la decisione della corte d’Appello sul ricorso presentato dai legali della cosiddetta famiglia nel bosco, relativo al possibile ricongiungimento tra madre, Catherine Birmingam e i tre figli, che da circa cinque mesi si trovano in una casa faglia a Vasto. L’udienza si sta svolgendo oggi in forma di trattazione scritta, secondo quanto previsto dalla riforma Cartabia per alcune procedure civili, ma non è certo che il provvedimento venga depositato in giornata.

Il ricorso e la posizione della difesa

La vicenda era iniziata a novembre 2025, quando il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha costretto la famiglia portare i bambini fuori da quella casa nel bosco di Palmoli, ritenuta non idonea, e li ha trasferiti nella struttura di Vasto, ancora con la presenza consentita alla madre. Il 6 marzo scorso lo stesso Tribunale ha però disposto l’allontanamento della donna dai figli, alla luce dei comportamenti spesso aggressivi e ostili nei confronti degli assistenti sociali.

Gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas avevano così deciso di contestare il provvedimento dei giudici minorili, sostenendo nel ricorso che il Tribunale aveva dato troppo peso alle relazioni dei servizi sociali, senza considerare abbastanza quelle della Asl, che suggeriva di non separare la madre dai figli. La difesa ha ribadito nel ricorso che nel frattempo la famiglia aveva risolto il problema della casa. I coniugi Trevallion già da ieri, 20 aprile, si sono trasferiti nella casa che il comune ha concesso loro gratuitamente.

Cosa rischiano i bambini lontano dalla madre secondo i consulenti

Tra gli atti dei legali della famiglia del bosco depositati nel ricorso c’è la relazione dei consulenti, lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello che parlano di una sofferenza crescente dei bambini, costretti a vivere separati dalla madre. Una condizione che collegano al distacco e ai continui cambiamenti nella loro vita. Secondo gli esperti, se questa situazione dovesse continuare, potrebbe avere effetti duraturi sul piano emotivo dei bambini. Durante una consulenza tecnica, uno dei tre bambini ha espresso chiaramente il suo disagio e guardando i consulenti con le lacrime agli occhi, ha detto «voglio tornare a casa». Per gli esperti questo episodio mostra quanto sia forte il bisogno dei bambini di ricostruire il legame familiare.

Il racconto dei consulenti del «momento straziante»

A raccontare l’episodio è lo psichiatra Tonino Cantelmi, perito incaricato dai legali di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, che ha riferito il fatto all’Ansa dopo aver appreso il racconto dalla dottoressa Martina Aiello, spiegando che quando lo ha ascoltato «gli si è spezzato il cuore». Cantelmi all’Ansa aggiunge: «Voglio rendere noto un episodio che ha coinvolto la dottoressa Martina Aiello durante l’incontro informale con i bimbi nel corso della Ctu. Un momento straziante, intenso e commovente, che dimostra quanto i bimbi non siano mai stati davvero ascoltati».

La psicoterapeuta Aiello racconta che uno dei bambini la guardava con le lacrime agli occhi confessandole che voleva tornare a casa sua. Cantelmi sottolinea come dopo quell’episodio i bambini siano apparsi più spontanei nei contatti con la madre, segnale che come racconta all’ANSA evidenzia quanto sarebbe stato importante lavorare per la ricostruzione dei legami familiari senza stravolgere la loro vita attraverso una forma di «istituzionalizzazione involontaria»

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