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Dieta ricca di zuccheri, tanta tv, problemi col sonno e zero contatto con la natura: così è cambiata la vita dei bambini della famiglia del bosco

16 Aprile 2026 - 06:40 Alba Romano
la casa della famiglia del bosco
la casa della famiglia del bosco
Secondo i consulenti dei coniugi Trevallion questi cambiamenti potrebbero portare a depressione

Un cambio di dieta, problemi con il sonno, nuove abitudini che li portano a passare ore davanti alla tv, zero contatti con gli animali e con la natura. Sono questi, secondo lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicoterapeuta Martina Aiello, consulenti dei Trevallion, i cambiamenti nella vita quotidiana dei tre figli dellafamiglia del bosco. Cambiamenti che – come hanno scritto nero su bianco in una relazione tecnica di nove pagine depositata al Tribunale per i minorenni dell’Aquila – rappresentano una «sofferenza psicologica che nel tempo potrebbe sfociare in depressione».

Il cambio di dieta

Uno dei punti centrali della relazione riguarda l’alimentazione. I bambini sarebbero passati «da una dieta naturale, basata su verdure, legumi, frutta, porridge e frutta secca, priva di carne e latticini, a prodotti industriali ricchi di zuccheri, prima del tutto assenti». Secondo i consulenti, il cambio di regime alimentare si rifletterebbe anche sul piano emotivo: durante le videochiamate con la madre, riporta Repubblica, i bambini avrebbero mostrato comportamenti compulsivi legati al cibo, chiedendo dolci «come forma di compensazione di un malessere affettivo e di una tensione interna».

La scoperta della tv

Nella relazione si sottolinea anche l’introduzione, nella routine quotidiana dei tre bambini, della televisione, che era assente nella vita nel bosco. Secondo Cantelmi e Aiello, i figli di Catherine e Nathan guarderebbero ogni giorno cartoni animati, film e videoclip. La tv ha sostituito le loro attività all’aria aperta e contatto con gli animali. In più, i tre bambini avrebbero difficoltà ad addormentarsi, risvegli frequenti e agitazione notturna. Le cause dei problemi con il sonno sarebbero, secondo i consulenti, da ricondurre sia alla separazione dai genitori sia al cambiamento radicale delle abitudini quotidiane.

Il rischio di “sradicamento affettivo”

Il punto più critico riguarda la dimensione emotiva. I consulenti parlano apertamente del rischio di uno «sradicamento affettivo», dovuto alla divisione tra la famiglia d’origine e il nuovo contesto. «Si assiste a una frantumazione della figura materna e i bambini faticano a comprendere ciò che sta accadendo», osserva Cantelmi. Da qui la richiesta di un ricongiungimento.

Cosa succederà il 21 aprile

I tre figli dei Trevallion si trovano attualmente in una casa famiglia di Vasto. L’ultima relazione delle assistenti sociali, datata metà marzo, riferiva che i bambini «stavano meglio dopo l’allontanamento dalla madre». Entro maggio saranno depositati i risultati delle perizie psicologiche sui bambini e anche le valutazioni sulle capacità genitoriali di Nathan e Catherine. Intanto, però, il 21 aprile la Corte d’appello dell’Aquila dovrà pronunciarsi sul reclamo presentato dai legali Femminella e Solinas contro la sospensione della responsabilità genitoriale disposta dal Tribunale per i minorenni il 24 novembre scorso.

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