Ultime notizie Alex ZanardiCrisi Usa - IranDelitto di GarlascoGlobal Sumud FlotillaNicole Minetti
ATTUALITÀChiara PoggiDelitto di GarlascoInchiesteLombardiaOmicidiPaviaVideo

Andrea Sempio «mostrificato, proprio ora», la rabbia dell’avvocato e l’ossessione per una barista: «Perché non era Chiara Poggi» – Il video

04 Maggio 2026 - 12:27 Giovanni Ruggiero
Andrea Sempio e Chiara Poggi, vittima del delitto di Garlasco
Andrea Sempio e Chiara Poggi, vittima del delitto di Garlasco
Se Andrea Sempio risponderà o meno alle domande dei pm il 6 maggio dipenderà anche dal clima mediatico, spiega uno dei suoi avvocati, Liborio Cataliotti. La denuncia della difesa dell'unico indagato per l'omicidio del 13 agosto 2007 di volerlo «mostrificare», proprio pochi giorni prima dell'interrogatorio. E cosa dicono i messaggi nei forum: perché non sarebbe Chiara la ragazza di cui era "ossessionato" l'amico di suo fratello

Contro Andrea Sempio sarebbe in corso una sorta di manovra mediatica che punterebbe a renderlo un «mostro», secondo i legali del 38enne indagato per l’omicidio di Chiara Poggi e che il prossimo mercoledì 6 maggio è stato convocato per un interrogatorio in procura a Pavia. Sempio ora è indagato di omicidio volontario, aggravato da crudeltà e motivi abietti. Una nuova formulazione dell’accusa nei suoi confronti che si è accompagnata alla diffusione di alcuni vecchi messaggi pubblicati su un forum, in cui Sempio parlerebbe di un’ossessione amorosa vissuta tra i 18 e i 20 anni, ha innescato una polemica che la difesa attribuisce a una precisa strategia di delegittimazione.

Cosa intende l’avvocato Cataliotti con «mostrizzazione strumentale»

A protestare è Liborio Cataliotti, uno dei due difensori del 38enne. «Siamo di fronte a una strumentale mostrizzazione di Andrea Sempio, nell’imminenza dell’interrogatorio che lo riguarda. È un dato di cui terremo conto nello scegliere se farlo o non farlo rispondere», ha dichiarato il legale all’Ansa. Per Cataliotti, l’operazione si fonda sulla partecipazione di Sempio a un forum che, a suo giudizio, «nulla ha a che vedere né con l’omicidio né con la possibilità di ascrivere ai post di Andrea Sempio una personalità allineata con l’ipotesi che abbia commesso quell’omicidio». La ragazza al centro delle fantasie raccontate online, sostiene la difesa, non sarebbe la vittima di Garlasco. L’avvocata Angela Taccia, amica storica dell’indagato e a conoscenza della cerchia di amicizie comuni, dice di sapere bene di chi si tratti, tanto da valutare di citarla come testimone in un eventuale processo.

I messaggi di «Andreas» sul forum Italian Seduction

Il post che ha riacceso il caso risale al 15 agosto 2012, ore 21.20, ed è stato diffuso dallo stesso Cataliotti, che si sarebbe visto costretto a rivelare nuovi dettagli sulla persona a cui si riferisce Sempio, totalmente estranea alle indagini: «allora one itis disastrosa per una barista di una birreria, palo secco, mi dò da fare miglioro e tanto», scriveva l’utente con il nickname Andreas sulla piattaforma “Italian Seduction”. Si tratterebbe di uno dei circa 3 mila messaggi rintracciati dagli inquirenti tra il 7 novembre 2009 e il primo novembre 2016, incrociati poi con la consulenza di un criminal profiler del Racis. In altri post, l’autore avrebbe mescolato fantasie sentimentali, riferimenti alla trilogia “Cinquanta sfumature di grigio”, citazioni del sociologo Francesco Alberoni e considerazioni durissime sullo stupro, descritto come «razionalmente un orrore, ma dal punto di vista di biologia, evoluzione e riproduzione, (…) dimostrazione pratica della forza del maschio». Compare anche la frase già ripresa dalla stampa nei giorni scorsi, in cui Sempio confidava di essersi innamorato una sola volta «in un momento oscuro della mia vita, tra i 18 e i 20».

Il forum di «giovani timidi»

L’avvocato Cataliotti, in un video dice che quello spazio online raccoglieva interventi di giovani «timidi, introversi e con difficoltà nell’approcciarsi nel rapporto con ragazze», desiderosi di confrontarsi con figure presentate come veri e propri «maestri» di seduzione, ispirati a un modello machista che rifuggiva qualsiasi sfumatura sentimentale. Una dinamica che, agli occhi del pool difensivo, produceva esiti spesso «addirittura ridicoli» e ben lontani dal restituire l’immagine di «potenziali assassini o potenziali violentatori». Il legale punta il dito anche contro la lettura mediatica di alcuni post, ritenuta forzata e funzionale a costruire artificialmente un movente.

I post su «Chiara» non riguardano Poggi: gli esempi della difesa

A sostegno della propria tesi, Cataliotti porta due episodi definiti «eclatanti». Il primo riguarda la frase «forza Chiara» comparsa in un intervento di Sempio: secondo il legale, quel riferimento richiama un noto caso di revenge porn risalente ai primi anni Duemila, con protagonista una giovane che nulla ha a che vedere con la vittima di Garlasco. Il secondo esempio chiama in causa un post in cui si parla di una «passione per una ragazza»: leggendo l’intero scambio successivo, sostiene la difesa, emerge in modo trasparente che l’oggetto di quell’interesse non era Chiara Poggi, bensì una «barista di una birreria». Una precisazione, quella dell’avvocato, che mira a smontare alla radice la ricostruzione attribuita ad alcune testate giornalistiche.

Le nuove accuse della Procura di Pavia e l’alibi di Vigevano

Stando al nuovo capo d’accusa contenuto nell’invito a comparire, il 13 agosto di diciannove anni fa Sempio avrebbe colpito Chiara Poggi con almeno 12 colpi al volto e al cranio, usando un oggetto contundente mai recuperato, in un’aggressione a cui la ragazza avrebbe tentato di reagire. I motivi abietti contestati sarebbero, secondo i pm, «riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale». A scricchiolare è anche lo storico alibi dello scontrino del parcheggio di Vigevano, datato ore 10.18 del 13 agosto, conservato per un anno e consegnato solo quando il 38enne finì indagato la prima volta, prima dell’archiviazione. Oggi i tabulati telefonici lo collocherebbero a Garlasco e non a Vigevano, mentre la consulenza medico-legale affidata a Cristina Cattaneo sposta l’ora del decesso tra le 10.30 e mezzogiorno, con maggiore probabilità nella forbice 11-11.30: una finestra che, di fatto, gli avrebbe lasciato il tempo di rientrare a casa Poggi.

Impronta 33 e telefonate mute, i nodi ancora aperti

Restano poi altri elementi che la Procura dovrebbe portare al confronto. C’è la cosiddetta impronta palmare 33, ritrovata sul muro delle scale che conducono alla cantina dell’abitazione di Garlasco, e ci sono le telefonate mute arrivate a casa Poggi nei giorni precedenti il delitto, in un periodo in cui il fratello di Chiara, Marco Poggi, amico dell’indagato, si trovava in montagna. A questi indizi se ne aggiungerebbero altri ancora coperti dal segreto istruttorio, potenzialmente in grado di riscrivere la dinamica del 13 agosto 2007. Resta da capire se mercoledì Sempio sceglierà di rispondere alle domande dei pm o se opterà per il silenzio. Una decisione che, come ha lasciato intendere Cataliotti, sarà presa anche alla luce del clima mediatico di queste ore.

leggi anche