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«Assurdo», Andrea Sempio e il movente sessuale dietro l’omicidio di Chiara Poggi: la reazione dopo le ipotesi della procura su Garlasco

30 Aprile 2026 - 11:23 Giovanni Ruggiero
garlasco andrea sempio impronte spazzatura interrogatorio
garlasco andrea sempio impronte spazzatura interrogatorio
Secondo gli inquirenti di Pavia, il 38enne amico della sorella della vittima sarebbe stato respinto dopo un tentativo di approccio sessuale. Cambia l'accusa che passa a omicidio volontario: le aggravanti della crudeltà e i moviti abietti

Ad Andrea Sempio sembra «assurda» l’ipotesi del movente sessuale costruita dagli inquirenti pavesi. A raccontare la reazione del 38enne, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, è la sua avvocata e amica storica Angela Taccia, che lo assiste insieme al collega Liborio Cataliotti, secondo cui il movente ipotizzato dai pm è «fantasmagorico». Sempio non riuscirebbe «a capacitarsi» di questa lettura dei fatti, e avrebbe ripetuto: «Ma se io non avevo rapporti con questa ragazza, rapporti nel senso sociale, non si capisce da dove deducano un movente sessuale». La legale ha poi aggiunto che il suo assistito «non la frequentava, non la vedeva spesso, anzi, quando lui andava in casa, Chiara Poggi era a lavorare». Ieri Sempio ha ricevuto la notifica dell’invito a comparire in procura per l’ultimo interrogatorio davanti ai pm fissato il prossimo 6 maggio.

Il movente sessuale secondo la procura di Pavia dietro l’omicidio di Chiara Poggi

Per la procura di Pavia e per i carabinieri del nucleo investigativo di Milano, all’origine del delitto ci sarebbe un rifiuto. Nell’invito a comparire notificato nelle ultime ore, gli inquirenti hanno modificato l’accusa, passando da omicidio in concorso a omicidio volontario, e ipotizzano che Sempio abbia agito «per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale». Tra le aggravanti compare anche quella della crudeltà, motivata con «l’efferatezza dell’azione» e con il numero di ferite riscontrate sulla 26enne, almeno 12 lesioni concentrate su cranio e volto.

La ricostruzione della procura: cosa è successo quando è stata uccisa Chiara Poggi

Nelle carte dell’inchiesta i pm pavesi delineano una dinamica scandita da una colluttazione iniziale e dai tentativi della vittima di difendersi. Sempio, scrivono i magistrati, avrebbe colpito ripetutamente Chiara Poggi con un corpo contundente fino a farla cadere, trascinandola poi verso la porta della cantina. La giovane, riporta sempre l’Ansa avrebbe provato a reagire mettendosi carponi, ma sarebbe stata raggiunta da altri tre o quattro colpi che le hanno fatto perdere i sensi. A quel punto il 38enne avrebbe fatto scivolare il corpo lungo le scale che conducono al seminterrato e, nonostante la ragazza fosse ormai incosciente, l’avrebbe colpita ancora almeno quattro o cinque volte, provocandone la morte.

Sempio “tranquillo” dopo la nuova imputazione: i legali contestano l’aggravante della crudeltà

L’avvocata Taccia assicura che Andrea Sempio affronta con serenità la nuova imputazione formulata dai pm di Pavia, pur definendola, insieme al collega Cataliotti, «elastica e mutevole» perché l’inchiesta è ancora nella fase delle indagini preliminari. A lasciare perplessa la difesa è soprattutto un dettaglio: oltre alla caduta dell’ipotesi del concorso, in qualche modo attesa, è comparsa l’aggravante della crudeltà, quella stessa che a suo tempo era stata cancellata nella posizione di Alberto Stasi. «Non si capisce come mai dopo 19 anni, mentre le ferite rimangano quelle inevitabilmente, viene aggiunta quell’aggravante, tecnicamente non lo capiamo», osserva la legale, sottolineando come l’unico elemento finora limpido sia che, secondo l’impostazione accusatoria, «l’assassino è uno».

Sempio andrà il 6 maggio in Procura a Pavia? La strategia della difesa

Sul possibile interrogatorio fissato per il 6 maggio davanti ai pm pavesi, i legali non si sbilanciano: «Non possiamo dire niente, stiamo comunque valutando. Magari decideremo anche là, al momento stesso, vedremo». Taccia spiega che ogni mossa procedurale sarà concordata con l’assistito, il quale «non ha alcun problema a parlare» ma seguirà comunque le indicazioni del collegio per non incrinare la linea processuale. Prima di scegliere, la difesa aspetta l’ostensione degli atti, dato che l’avviso ex articolo 415 bis non è ancora stato notificato. Proprio la circostanza che le indagini non risultino ancora chiuse rende molto probabile, in questa fase, l’opzione del silenzio in sede di interrogatorio.

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